Attualità
Polizia Locale, è caos post-Unione
Duro affondo su Finco e Campagnolo: «La Polizia Locale è paralizzata da una scelta forzata»
La denuncia è netta: l’immagine di agenti costretti a pattugliamenti a piedi o con mezzi inappropriati, unita all'assenza di autorizzazioni per software fondamentali alla gestione della privacy e della legalità, sarebbe la prova di un dilettantismo che mette a rischio non solo l’efficacia degli interventi, ma la dignità stessa del Corpo.
Il passaggio al nuovo assetto, operativo dal primo gennaio, avrebbe dovuto garantire risparmi e maggiore presenza sul territorio, ma per l'opposizione la realtà racconta una storia diversa, fatta di "mezzi di fortuna" e di una "guerra fredda" con i sindaci del comprensorio che sta paralizzando i servizi.
Lo scontro frontale con le amministrazioni vicine, accusate dal Sindaco Finco di non garantire il corretto funzionamento dell’ente, viene rispedito al mittente dalla civica: la responsabilità dell'impasse attuale ricadrebbe interamente sulla squadra di governo cittadina, rea di aver forzato un'uscita dall'Unione senza pianificare i dettagli minimi. Il rischio concreto, sottolineano i consiglieri, è che dotazioni costose come automezzi, moto e telelaser restino inutilizzati nei garage mentre il Comune si barcamena per recuperare risorse.
Davanti a quello che definiscono un "pasticcio amministrativo", Moro, Remonato e Zonta esigono ora risposte concrete e trasparenza totale sui costi. Il timore espresso è che l’operazione finisca per drenare risorse preziose da un bilancio già povero, costringendo i cittadini a pagare il conto di una gestione dell'emergenza postuma anziché di una vera visione politica. La richiesta all'amministrazione è chiara: superare lo scaricabarile istituzionale e garantire agli agenti dotazioni all'altezza del loro ruolo, prima che questa gestione produca danni irreparabili alla sicurezza del territorio. In un clima di crescente malumore che parrebbe toccare anche settori della stessa maggioranza, la civica chiede che il Sindaco Finco si assuma la responsabilità politica di una scelta che, a oggi, sembra aver indebolito il primo presidio di legalità della città.
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