Attualità
L’azzardo che "svuota" il territorio
Al Palazzo delle Competenze un forum sull'impatto economico del gioco
Di questa complessa emorragia finanziaria si discuterà mercoledì 28 gennaio, dalle 16.30 alle 17.30, presso il Palazzo delle Competenze di via Angarano, in un incontro che punta a spostare l’attenzione dalle conseguenze cliniche a quelle macroeconomiche del fenomeno.
I numeri che fanno da sfondo all'evento sono imponenti: nel solo 2024, gli italiani hanno puntato al "tavolo verde" oltre 157 miliardi di euro, una cifra che rappresenta circa il 7,2% del PIL nazionale e che supera di 20 miliardi la spesa sanitaria complessiva del Paese.
In Veneto la situazione è altrettanto critica, con una raccolta che ha superato gli 8,5 miliardi di euro annui. Scendendo nel dettaglio provinciale, nel vicentino la spesa pro capite legata all'azzardo sfiora i 2.000 euro per ogni cittadino, traducendosi in una massa monetaria sottratta direttamente agli acquisti nei negozi di vicinato e alla stabilità dei conti familiari.
L’evento, intitolato "Il buco nero del gioco: come l’azzardo sottrae risorse all’economia reale", nasce dalla collaborazione tra il Palazzo delle Competenze, l’ULSS 7 Pedemontana, la Cooperativa Adelante e il progetto "Stare al Gioco". L'iniziativa parte da una premessa tanto semplice quanto allarmante: ogni euro bruciato nelle slot machine o nelle scommesse online è un euro sottratto alla spesa nei negozi di vicinato, ai progetti delle famiglie e alla crescita delle imprese locali.
Il confronto vedrà la partecipazione di relatori di rilievo, tra cui il Cav. Uff. Filippo Torrigiani, consulente della Commissione Parlamentare Antimafia, la dottoressa Paola Castellan e Simone Costenaro. Insieme a loro, il dibattito si aprirà al ruolo cruciale che figure come banchieri, consulenti finanziari e assicuratori possono giocare nel territorio. Questi professionisti sono infatti spesso i primi a poter intercettare i segnali di un tracollo economico, osservando anomalie nei flussi di cassa o smobilizzi improvvisi di capitali che nascondono situazioni di fragilità legate alla ludopatia.
L’incontro si propone quindi come un momento di formazione per le istituzioni e gli operatori locali, chiamati a fare rete per salvaguardare la tenuta sociale e la stabilità economica della comunità bassanese fronteggiando un costo sociale che, per ogni singolo giocatore patologico, è stimato superare i 30.000 euro annui tra spese sanitarie e perdita di produttività.
La partecipazione all’evento è gratuita.
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