Attualità
Dal Grappa a Mühlacker: il 25 Aprile di Bassano si apre all’Europa
Istituzioni e cittadini uniti nel ricordo della Resistenza e nella costruzione di un futuro condiviso
Ad aprire la cerimonia è stato il sindaco Nicola Finco, che ha richiamato le ferite ancora vive lasciate dal rastrellamento del Grappa, indicando nella memoria uno strumento essenziale soprattutto per le nuove generazioni.
“La libertà non è mai scontata. Non è un bene acquisito una volta per tutte”, ha scandito. “Non è una cornice invisibile dentro cui viviamo senza doversene occupare.
La libertà è una conquista, e come tutte le conquiste civili va custodita, rinnovata, difesa ogni giorno.
Celebrare il 25 aprile significa allora ribadire un principio semplice e decisivo: la democrazia vive solo se trova cittadini consapevoli, comunità coese, istituzioni credibili, memoria condivisa.”
L’orazione ufficiale è stata affidata al professor Marzio Favero, che ha proposto una riflessione sul significato culturale e morale dell’antifascismo.
Richiamando il pensiero di Leone Ginzburg e John Dewey, Favero ha definito l’antifascismo come una forma di educazione civile prima ancora che una posizione politica.
“Il fascismo, nella sua essenza, è una deformazione del carattere… è fascista colui che ha una propensione cognitiva autoritaria e che, quindi, non accetta le opinioni altrui. La Resistenza ci lascia un messaggio ancora vivo: quello spirito di apertura che porta al piacere nel confronto reciproco. L’altro non è un nemico da abbattere, ma qualcuno con cui dobbiamo condividere il posto in cui stiamo e con cui possiamo costruire assieme un futuro.”
Nel suo intervento, Favero ha richiamato anche figure come Tina Anselmi ed Elio Fregonese, esempi di un antifascismo capace di unire culture politiche diverse nella costruzione della Repubblica.
La cerimonia si è conclusa con il riferimento al Monte Grappa, luogo simbolo della memoria nazionale, oggi anche spazio di dialogo europeo grazie ai rapporti con la città tedesca di Mühlacker.
La memoria resta il fondamento. Perché senza libertà non c’è democrazia, e la libertà è un bene che chiede di essere difeso, ogni giorno, da tutti.
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