Attualità
Caos Capitale della Cultura 2029: il centrodestra si spacca e il PD attacca
Spunta l'asse FI-Lega per la candidatura di Bardolino col sostegno della Regione. La segretaria dem Maria Di Pino contesta duramente la mancanza di una strategia unitaria
L’ingresso di Bardolino nel confronto apre così un dibattito politico sul quale il centrodestra regionale è chiamato a trovare una sintesi che, almeno finora, non sembra essersi concretizzata.
Le legittime aspirazioni dei singoli territori si confrontano con l’esigenza di presentare una proposta condivisa e riconoscibile a livello nazionale. La presenza di due candidature concorrenti all’interno della stessa maggioranza di Palazzo Ferro Fini rischia infatti di indebolire la capacità del Veneto di proporsi con una visione unitaria davanti alle commissioni ministeriali, riportando al centro dinamiche campanilistiche e differenti sensibilità.
Riceviamo e pubblichiamo, di seguito, la nota ufficiale diffusa dal Partito Democratico di Bassano del Grappa:
La corsa in solitaria di Bardolino per la nomina a “Città della Cultura 2029”, dopo la già nota candidatura di Bassano, accende i riflettori sulle divisioni interne al centrodestra, che si spostano ora sul terreno della cultura trasformando una potenziale vetrina di eccellenza per l'intera regione in un querelle che ha tutta l'aria di una battaglia interna.
“L'annuncio della candidatura del Comune di Bardolino e la richiesta del voto in Regione a sostegno di due candidature rivela l'incapacità della maggioranza di centrodestra che governa la Regione di superare logiche di campanile in nome di una visione strategica unitaria, che sia capace di convergere su un’unica proposta per catalizzare l’attenzione nazionale - dichiara Maria Di Pino, Segretaria del PD cittadino, che prosegue - È una scelta che, inevitabilmente, indebolirá le chance del Veneto presentando alle commissioni ministeriali un territorio diviso, dove le logiche (e le beghe) di partito, il campanilismo e le rivalità prevalgono sul bene comune”.
Un'occasione persa di lasciar fare alla cultura il suo compito: quello di unire, superare le distanze, parlare il proprio linguaggio universale.
Valori che invece erano stati riconosciuti dal consiglio comunale cittadino, che si era espresso a favore della candidatura di Bassano all’unanimitá, riconoscendo il valore del progetto, e che continua a lavorare insieme per portare avanti la candidatura.
Quello della maggioranza regionale è invece un atteggiamento miope che i cittadini e gli operatori culturali del Veneto e di Bassano non meritano.
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