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Giustizia, caso Pedemontana: Martini replica a Maltauro

Dopo la risoluzione di Forza Italia, la consigliera rilancia il progetto. Sullo sfondo si registra un confronto interno alla maggioranza

La partita sul Tribunale della Pedemontana non riguarda soltanto territori e categorie professionali.
Negli ultimi giorni il tema è tornato al centro del dibattito in Consiglio regionale dopo la presentazione della risoluzione numero 27, promossa dal consigliere di Forza Italia Jacopo Maltauro, che propone di subordinare l’ipotesi di nuovi uffici giudiziari a una verifica tecnica preventiva su organici e carichi di lavoro.

La consigliera regionale del Veneto Morena Martini.
La consigliera regionale del Veneto Morena Martini.

Alla presentazione hanno partecipato anche rappresentanti degli Ordini degli avvocati di Vicenza e Padova. Nel corso dell’incontro è stata richiamata la situazione degli uffici giudiziari veneti, caratterizzata da carenze di personale amministrativo e di cancelleria. Secondo l’avvocatura, questa condizione rende prioritario il rafforzamento delle strutture già operative prima di eventuali nuove ipotesi di riorganizzazione.
Di segno opposto la posizione della consigliera regionale Morena Martini, che interviene con toni critici nei confronti dell’impostazione della conferenza stampa.
In una nota, l’esponente regionale parla di un approccio che non terrebbe conto del dossier tecnico ed economico, oggetto di interlocuzioni tecniche in ambito governativo, e definisce le critiche al progetto come “istituzionalmente scorrette” e “un attacco all’intero territorio”.

Martini sostiene inoltre che il progetto del Tribunale della Pedemontana non rappresenti un indebolimento per gli uffici di Vicenza, Padova o Treviso, ma un intervento di riequilibrio della macchina giudiziaria veneta.
Nel richiamare il lavoro svolto negli anni sul dossier, sottolinea il coinvolgimento di amministrazioni locali, categorie economiche e soggetti istituzionali del territorio.
Sul piano politico, la consigliera solleva anche un tema di coerenza tra le posizioni espresse in Consiglio regionale da Forza Italia e il sostegno registrato tra alcuni amministratori locali favorevoli al nuovo presidio giudiziario, evidenziando come il progetto continui a raccogliere consensi in una parte del territorio pedemontano.
Nel confronto entrano anche le perplessità espresse dall’avvocatura in conferenza stampa. Secondo alcuni esponenti del foro, infatti, i tribunali troppo piccoli rischiano di avere problemi di gestione e organizzazione. Una tesi che la consigliera respinge con forza, portando come esempio proprio la storia locale: Martini ha infatti ricordato l’esperienza del Tribunale di Bassano del Grappa, una struttura che ha dimostrato grande efficienza fino al 2012, anno in cui una riforma nazionale ha riorganizzato la mappa della giustizia in tutta Italia tagliando le sedi più piccole.

La partita sul nuovo tribunale, insomma, si gioca su due tavoli. Da un lato c’è la discussione tecnica su come organizzare al meglio i servizi della giustizia in Veneto; dall’altro c’è un confronto tutto politico e geografico che sta misurando le diverse opinioni all’interno dei partiti della maggioranza in Regione. Un nodo strategico che, per il momento, i leader politici regionali non sono ancora riusciti a sciogliere del tutto per trovare un accordo comune.

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