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Tribunale della Pedemontana, Rosà e Cartigliano attaccano i contrari alla riapertura

L'amministrazione rosatese denuncia «riposizionamenti politici». Il sindaco Racchella rilancia il progetto per la Provincia di Bassano

Nuove prese di posizione istituzionali riaprono lo scontro politico e amministrativo sul futuro del Tribunale della Pedemontana.
Con due interventi distinti, l'Amministrazione comunale di Rosà e il sindaco di Cartigliano, Germano Racchella, hanno ribadito la necessità del presidio giudiziario di prossimità, respingendo le critiche tecniche dei contrari e sollevando la questione dell'autonomia territoriale del Bassanese.
Per Racchella il rilancio della Provincia di Bassano non costituisce una provocazione, ma la risposta determinata di un territorio da 500 mila abitanti di fronte ai no campanilistici di Vicenza sul Tribunale della Pedemontana.
Per Racchella il rilancio della Provincia di Bassano non costituisce una provocazione, ma la risposta determinata di un territorio da 500 mila abitanti di fronte ai no campanilistici di Vicenza sul Tribunale della Pedemontana.

L'appello di Rosà a Roma e l'accusa di "riposizionamento politico"
Il Comune di Rosà, tramite una nota ufficiale dell'Ufficio Stampa emessa il 7 luglio 2026, ha rivolto un appello diretto al governo centrale per chiedere la riapertura del polo giudiziario. L'Amministrazione rosatese ha contestato le argomentazioni sollevate da una parte dell'Ordine degli avvocati di Vicenza e da alcuni amministratori locali. I contrari sostengono che la struttura sottrarrebbe personale agli uffici esistenti, risulterebbe incompatibile con la digitalizzazione del processo telematico e risponderebbe a dinamiche campanilistiche.
La giunta di Rosà ha definito tali tesi prive di fondamento storico e documentale, richiamando gli atti del Consiglio Regionale del Veneto che certificano l'adesione iniziale di 68 sindaci e relativi consigli comunali, in rappresentanza di un bacino di quasi 500 mila abitanti dislocati tra le province di Vicenza, Padova e Treviso. Secondo la nota dell'ente, il mutamento di indirizzo di alcune amministrazioni non poggia su criticità tecniche, bensì su un cambio degli equilibri politici locali determinato dalle ultime elezioni amministrative e in vista delle prossime scadenze elettorali nazionali. Il comunicato conclude sottolineando che il comprensorio dispone già di un'infrastruttura dedicata e di una specifica domanda di giustizia legata al tessuto produttivo veneto.

L'affondo di Racchella: dal presidio di legalità alla Provincia di Bassano
Sulla stessa linea si inserisce l'intervento del sindaco di Cartigliano, Germano Racchella, il quale ha collegato la carenza di servizi di prossimità alla mancanza di una rappresentanza istituzionale autonoma per il comprensorio. Racchella ha descritto il Tribunale della Pedemontana come un presidio fondamentale per un'area strategica ed economica che quantifica in oltre 500 mila cittadini e 72 Comuni.
A supporto della centralità dell'area, il primo cittadino ha citato l'impatto della Superstrada Pedemontana Veneta sui flussi di mobilità e sullo sviluppo economico locale. Racchella ha definito "mortificante" l'ostruzionismo attuato da una parte della rappresentanza politica vicentina, qualificando la riapertura del tribunale non come una contrapposizione, ma come una richiesta di buon senso. L'elemento di novità politica è rappresentato dal rilancio formale del progetto per l'istituzione della "Provincia di Bassano". Il sindaco di Cartigliano ha dichiarato che, qualora dovessero prevalere le logiche di campanile e i veti incrociati sul fronte dei servizi giudiziari, la risposta del territorio dovrà tradursi nella rivendicazione di una piena autonomia amministrativa e istituzionale dal capoluogo berico.

Domani la mobilitazione: flash mob all'ex Tribunale
Il dibattito politico si sposterà sul piano della mobilitazione pubblica nella giornata di domani, venerdì 10 luglio. Alle ore 11:00, presso gli spazi dell'ex Tribunale di Bassano del Grappa in via Marinali, è stato infatti convocato un flash mob a sostegno della riapertura della struttura. L'iniziativa è organizzata congiuntamente dai sindaci del territorio e dalle forze economiche locali, che hanno esteso l'invito alla partecipazione a tutta la cittadinanza per dare un segnale di compattezza rispetto alle richieste indirizzate al ministero.

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