Attualità
“Bue grasso” e vacche magre
Edizione sotto tono per la mostra mercato del bestiame alla “Fiera Franca d'Autunno”. Tanti i visitatori, ma pochi gli animali
Già: perché a fronte del consueto bagno di folla - scolaresche comprese - incuriosita dal folcloristico evento, di animali in esposizione se ne sono visti davvero pochi.
Il vento della crisi, che ha già spirato nelle ultime edizioni della manifestazione, quest'anno si fa sentire più che mai.
Soprattutto nel comparto del bovini - il più caratteristico e rappresentativo - non sono passati inosservati alcuni interi settori della mostra, completamente vuoti. Ne hanno sofferto, inevitabilmente, le contrattazioni e per gli allevatori e mediatori presenti gli affari non sono andati certo al meglio.
Che il settore zootecnico non attraversi un periodo florido, e risaputo già da anni: ma l'ennesima conferma, se mai ce ne fosse bisogno, è arrivata oggi.
Per il resto, la fiera si è svolta nella sua solita atmosfera: con le eterne bancarelle di casalinghi e di giocattoli, i coloriti personaggi di contorno, l'intenso profumo della piadina romagnola, la colonna sonora degli immancabili “indios” sudamericani.
C'è stata anche, come da programma ufficiale, la premiazione del concorso del “Bue Grasso”. Ma per la Fiera Franca d'Autunno, in realtà, sono tempi di vacche magre.
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