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Stefano De Longhi e il Muro: collettiva a Genova

Una collettiva per il ventennale della caduta del Muro di Berlino in scena a Palazzo Stella alla quale partecipa anche l'artista bassanese

Il 9 novembre del 1989, cade il Muro e diventa subito il simbolo della caduta del comunismo reale e del fallito esperimento sociale su vasta scala, del disfacimento della rivoluzione in Russia dopo settant'anni. Speranze, illusioni, sconfitte; idee che avevano fatto sognare milioni di persone tradite dagli autoritarismi e dalle dittature. Festa grande per il diritto alla libertà di spostamento dei cittadini tedeschi e del mondo intero, via libera all’ideologia consumistica e alle inevitabili crisi della sua globalizzazione. Evento comunque fortemente simbolico vissuto con grande partecipazione e fantasia. Pezzi del muro vengono asportati, dipinti, venduti ai turisti. Il lato Ovest viene usato per pitture murali. Una sezione lunga più di un chilometro è ormai sede dell’East Side Gallery , la più grande galleria 'open air' del mondo, che ospita 118 diversi artisti provenienti da 21 paesi che si sono esibiti nelle loro creazioni artistiche sul muro come le famose 'Brotherly Kiss' e 'Fatherland'.

 il quadro "Il muro di berlino è caduto a pezzi"
il quadro "Il muro di berlino è caduto a pezzi"

Stefano De Longhi consacra con il quadro "Il muro di berlino è caduto a pezzi" questa ricorrenza assieme ad altri 110 artisti invitati a produrre un’opera ad hoc sull’evento, lasciando la più ampia libertà alle interpretazioni.

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