Attualità
Acqua privatizzata, rivoluzione in vista all'ETRA
Con la nuova legge approvata oggi la società di gestione del servizio idrico, a capitale totalmente pubblico, dovrà cedere il 40% delle sue quote ai privati
Il provvedimento - accompagnato da una clamorosa protesta dei rappresentanti del “Forum dei movimenti per l'Acqua” davanti a Montecitorio - contiene una novità sostanziale: tutte le gestioni cosiddette “in house” dei servizi pubblici di acquedotto (nelle quali le pubbliche amministrazioni realizzano le attività di loro competenza attraverso propri organismi, e non tramite fornitori esterni) dovranno tutte decadere entro il 31 dicembre 2011, a meno che entro questa data la società che gestisce il servizio idrico non sia per il 40% affidata a privati.
Secondo i contestatori del Forum - affiancati da Antonio Di Pietro che sulla nuova legge intende proporre un referendum - “potranno proseguire fino alla naturale estinzione del contratto solo quelle società in house che si trasformeranno in una società mista con un 40% in mano ai privati. Di fatto con l'attuale formulazione della legge si obbligano gli enti locali a mettere sul mercato l'acqua”.
Anche ETRA SpA - la holding che attualmente gestisce il servizio idrico nel Bassanese, sull'Altopiano di Asiago e nell'Alta Padovana - sarà coinvolta in pieno in queste trasformazioni.
La proprietà di ETRA è infatti totalmente pubblica, e i suoi soci sono 75 Comuni delle province di Vicenza, Padova e Treviso.
“Le nuove disposizioni - dichiara l'on. Manuela Lanzarin, sindaco di Rosà, nel suo ruolo di presidente del Consiglio di sorveglianza di ETRA - mantengono la proprietà delle reti e degli impianti in capo agli enti locali, mentre prevedono nuove forme per la gestione del servizio, con spazi anche ai privati.” “Crediamo che i cambiamenti - continua Lanzarin - debbano puntare a salvaguardare l'efficienza e la qualità del servizio dove queste siano già presenti, e migliorarle dove non sono ancora stati raggiunti standard adeguati.”
“Nel nostro territorio e in molti altri casi, soprattutto nel Nord Italia - afferma ancora il deputato e sindaco di Rosà - società interamente pubbliche hanno saputo dare risultati molto positivi. Questo importante capitale non può andare perduto.”
Sulla questione-acqua nel nostro territorio si aprono ora nuovi scenari. Fino ad oggi la gestione del servizio idrico è stata affidata dall'autorità di bacino Ato Brenta direttamente a ETRA, senza effettuare gare di appalto, secondo la modalità “in house”.
Nel prossimo futuro invece Ato Brenta dovrà indire una gara a cui potrebbero partecipare società sia private, sia miste che pubbliche: su queste ultime, tuttavia, penderebbe la scadenza del 2011.
In alternativa, è possibile la prosecuzione della convenzione tra Ato e ETRA fino alla naturale scadenza, a patto che nei prossimi due anni i Comuni soci di ETRA cedano almeno il 40% del capitale ai privati.
“Ora che la norma ha preso la sua forma definitiva - conclude Manuela Lanzarin - affronteremo questo delicatissimo tema con i sindaci dei Comuni proprietari di ETRA e con Ato Brenta.”
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