Calcio

Step by step: mentalità e automatismi in attesa del rientro dei grossi calibri

Massimo Beghetto: “Sappiamo che la crescita è lenta ma costante. Il Fano in casa è temibile ma finora non ci ha messo sotto nessuno”. Graziani in rampa di lancio?

Si presenta carico a mille Massimo Beghetto alla conferenza stampa che precede il delicato esame che i suoi ragazzi devono sostenere domenica a Fano. Per prepararsi al futuro certe volte è bene partire dal passato. Così il tecnico torna sul Bassano visto contro la Sangiustese ed in particolare sui limiti ma sopratutto sugli aspetti positivi emersi e per questo difende a spada tratta l’operato dei suoi ragazzi: “Ho riscontrato troppo pessimismo al termine della partita di domenica scorsa. E’ assolutamente scontato che tutti volevamo i tre punti, dal sottoscritto ai ragazzi fino alla dirigenza. Non vengo a raccontare storielle ma chiedo ma chiedo solamente che la gara con i rossoblù venga analizzata a partire da fatti oggettivi e che venga, dunque, riconosciuto quanto di buono mostrato in campo. Innanzitutto vorrei sottolineare il dato sul possesso palla: per oltre il 75% del tempo il controllo del pallone è stato nostro, cosa difficilmente eguagliabile a questi livelli. Viceversa è altrettanto vero che non siamo stati molto incisivi, però quando giochi contro formazioni così chiuse diventa tutto più complicato. Forse avremmo potuto osare di più ma, a causa del particolare periodo che stiamo attraversando dove non sono permessi passi falsi, ho preferito non alterare gli equilibri di squadra che ci consentivano di non rischiare nulla. Eppoi eravamo costantemente dentro la loro area, l’impressione che avevo dalla panchina è che il gol sarebbe potuto arrivare da un momento all’altro. Il rammarico per non aver vinto c’è ma d’altro canto ci rinfrancano le parole spese dalla società che ha dimostrato di esserci vicina e che crede che giocando con questa volontà ingraneremo quanto prima la marcia giusta”. A proposito di dirigenza, Stefano Braghin conferma la tesi del coach e aggiunge: “In campionati come questi non si può pretendere di ricercare il calcio spettacolo o di creare dieci occasioni da gol a partita. Alla Sangiustese non abbiamo consentito di fare niente. Certo è mancata la zampata decisiva e questo non lo nega nessuno. Però non dimentichiamo che c’è appena stato un cambio di allenatore e che per ottenere un certo tipo di risultati occorre tempo per lavorare e la giusta serenità. E vi assicuro, ripartire il martedì dopo aver pareggiato, pur avendo meritato di vincere, piuttosto che con una sconfitta sul groppone, magari maturata per eccessiva frenesia negli ultimi minuti di una partita, è tutta un’altra storia. Soprattutto in una piazza come Bassano dove una sconfitta è alquanto destabilizzante”.

Gabriele Graziani, 34 anni, e Massimo Beghetto, in secondo piano. Il tecnico potrebbe affidare all'ariete il numero 9 (foto Andrea Martinello)
Gabriele Graziani, 34 anni, e Massimo Beghetto, in secondo piano. Il tecnico potrebbe affidare all'ariete il numero 9 (foto Andrea Martinello)
Vista su Fano. Chiuso il capitolo Sangiustese se ne apre un’altro ancor più complicato e difficile da affrontare: il Soccer Team, domenica, scenderà nelle Marche per affrontare il Fano. Che i granata siano in grande salute lo testimoniano i dodici punti raccolti nelle ultime sei partite, risultati che hanno consentito loro di risollevarsi dall’ultimo posto fino all’attuale ottava posizione, in coabitazione proprio con la formazione di Bassano del Grappa. A questo va aggiunto che il Fano ha messo in fila la stragrande maggioranza dei risultati utili allo stadio “Mancini”, che per la prima volta disporrà dell’intera squadra titolare e che può contare su un tifo caloroso e appassionato. “A questo aggiungerei che prima dell’ultima trasferta a Lucca avevano la miglior difesa del campionato – continua Beghetto –. Di sicuro staremo attenti ai loro punti di forza ma non ci lasceremo impressionare; andiamo lì consapevoli di poter vincere visto e considerato che nessuno finora è stato in grado di metterci sotto. Da questa partita mi aspetto, inoltre, di progredire e sviluppare compiutamente le cose che stiamo provando in queste settimane”. Quindi avanti sulla strada tracciata e seguita fino a questo momento, la creatura giallorossa è ancora in fase di sviluppo, per attendere novità sostanziali che permettano un salto di qualità nello sviluppo della manovra bisognerà aspettare il pieno recupero di gente del calibro di Anaclerio, Chiopris Gori (entrambi guariti ma indietro di condizione) e La Grotteria (per lui corsa lenta nell’ultimo allenamento). Per adesso l’importante è acquisire equilibri, compattezza e mentalità doti che possono comunque consentire di fare risultato: “Quello che pretendo dai ragazzi ora è che mandino a memoria certi automatismi e che facciano proprio un atteggiamento di squadra. Il passo successivo, quando avremmo tutti a disposizione, sarà inserire gradualmente nel motore di questa macchina collaudata alcuni calibri da novanta di indiscussa qualità. Quindi pazientiamo ancora un po’ e lavoriamo tutti a testa bassa, magari anche con il supporto dei nostri tifosi”.

La formazione. Detto che Beccia potrebbe esser confermato a centrocampo, è inutile nascondere che il dubbio maggiore riguarda l’attacco e, in particolare, l’utilizzo o meno di Gabriele Graziani. Il diretto interessato scalpita per giocare, conferma di stare bene e di essere a totale disposizione del tecnico. Probabilmente il suo impiego avrebbe fatto comodo già con la Sangiustese per una questione di caratteristiche. Stiamo parlando, infatti, del più classico dei centravanti d’area di rigore in grado di sfruttare il fisico per aprire preziosi varchi per i compagni, forte nel gioco aereo e dunque sulle palle inattive; tutti argomenti importanti da far valere contro avversari arroccati a difesa della propria area: “Condivido che avere in campo un giocatore con quelle caratteristiche, in determinate partite, sia un vantaggio non di poco conto – spiega Beghetto –. Contro la Sangiustese ho preferito affidare quel ruolo a Guariniello, prima punta completa capace anche di venire incontro al pallone e destreggiarsi sulle palle alte, perché sta attraversando un buon momento e mi dava maggiori garanzie sotto il profilo realizzativo. Graziani sta migliorando il suo stato di forma giorno dopo giorno, si sta allenando bene e credo che potrà darci una grossa mano”. Anche in questo caso la sintonia tra Beghetto e Braghin è totale: “Le scelte dell’allenatore – spiega il dg – sono figlie di valutazioni che vanno al di là della sola gara domenicale ma tengono conto di tutto il lavoro che si svolge settimana dopo settimana. Credo che Beghetto sarebbe solo contento di avere a disposizione il miglior Graziani. Quindi lo aspettiamo".

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