Cronaca
Gallio, l'ultimo messaggio dell'omicida-suicida
“Ho conosciuto la sofferenza e non voglio che mio figlio e mia moglie debbano conoscerla allo stesso modo”
Affranto dal tumore che gli era stato diagnosticato, dalle sofferenze che aveva dovuto attraversare e dalle difficoltà delle terapie di recupero, Colella ha deciso di farla finita uccidendo la moglie, Rosa Finco, e il figlio Alessandro di 14 anni prima di spararsi un colpo.
Una strage che, secondo gli investigatori, sarebbe premeditata: la pistola calibro 9 utilizzata per il duplice omicidio e suicidio era stata infatti acquistata mercoledì scorso in un negozio specializzato di Vicenza.
I carabinieri stanno ora verificando anche l’ipotesi che Colella nascondesse un segreto: quello di essere nuovamente malato. La sua casa a Vicenza era piena di farmaci, e nelle prossime ore verrà ascoltato il suo medico curante. “Era stato tanto male - ricorda Iole Finco, la cugina di Rosa - aveva subito anche un’operazione per asportare il tumore. Ma ora stava meglio, appariva sereno. Davvero non riusciamo a darci una spiegazione, tutta la nostra famiglia è disperata”.
Sergio Colella, originario di San Salvatore Telesino, in provincia di Benevento, si era arruolato nel Corpo della Guardia di Finanza nel 1998. Nelle Fiamme Gialle aveva svolto diversi incarichi, tra cui il ruolo di Vice Comandante dell'allora Brigata di Valdagno e successivamente di Comandante della Sezione Operativa della Compagnia della Guardia di Finanza di Vicenza.
Nell'ottobre di quest'anno era stato posto in congedo a seguito di gravi motivi di salute. Ieri, con tutta la sua famiglia, la parola fine definitiva.
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