Mostre
Pietro Mancuso, un sogno dirompente
A Treviso, dal 7 al 28 febbraio, la mostra dell’artista veneto, pittore dell’inconscio
In mostra è disponibile la monografia dell’artista recentemente pubblicata da Giorgio Mondadori.
Pietro Mancuso ha frequentato i corsi di disegno, pittura e scultura sotto la guida di MarioDe Biasi dal quale apprende non solo le più avanzate tecniche espressive, nonché la conoscenza di antichi procedimenti in campo pittorico. La sua presenza a Basilea e successivamente a Rotterdam favoriscono l’approfondimento delle avanguardie artistiche europee. Risalgono al 1964/1965 le esposizioni a Breda e a L’Aja. Dopo un lungo periodo di autoanalisi accompagnato da Giuseppe Mazzariol, docente di Storia dell’Arte all’Università di Venezia, riprende l’approccio con l’arte concentrando la sua attenzione sui grandi maestri del Rinascimento ai quali si accosta non solo con lo studio, ma anche con l’interpretazione mediata da Renato Borsato e Mariano Missaglia. Dopo l’attenta frequentazione ai corsi di disegno dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, proprio sotto la guida di Renato Borsato, e di Storia dell’Arte con il prof. Mariano Missaglia, approda così alla visione dei grandi maestri del Simbolismo e dell’Espressionismo. Ha rinnovato così la sua “maniera” di approccio all’arte della pittura, della scultura e del disegno. Un senso di evoluzione metamorfico che è diventato sempre più lucido, duro ed ossessivo. Il cangiantismo lo ricorda ricco di una carica simbolica, metafisica, stranita che si immerge sempre di più verso l’introspezione onirica. Cogliere frontalmente la realtà vuol dire per Mancuso aprirsi ad una pittura ricca di verità interiore.
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