Calcio
Capolista annichilita, grande prova, ma zero punti
La grande beffa si è consumata davanti ad un un "Mercante" gremito in ogni ordine di posto. I ragazzi di Beghetto sono eroici, mettono sotto la Lucchese ma escono sconfitti per una serie infinita di episodi sfavorevoli. Ripresa giocata in dieci
A disp.: Zanetti, Beccia, Anaclerio, Vecchio. All.: Beghetto 7.
Lucchese Libertas (3-3-1-3): Nicastro 6; Mariotti 6, Lollini 7, Bova 7 (39’ st Michelotti sv); Mocarelli 6,5, Chadi 6, Carloto 7; Galli 6 (25’ st Pera 5,5); Potenza 5,5, Scandurra 6 (29’ st Taddeucci sv), Biggi 6.
A disp.: Pennesi, Petri, Vannucci, Kras. All.: Favarin 5,5.
ARBITRO: Baratta di Salerno 5,5.
RETI: pt 28’ Caciagli (BV), 12’ st Bova (L), st 49’ Carloto (L)
NOTE: spettatori 1500 di cui una 200 ospiti.
Ammoniti: Potenza, Veronese
Espulsi: -.
Angoli: 9-5
Recupero: pt 3’; st. 6’.
Termina con una vittoria della Lucchese la super sfida del “Mercante”, davanti ad oltre 1300 supporters bassanesi e gli occhi interessati di Ezio Glerean, Maurizio Viscidi e Bobi Sandri. Il Bassano Virtus deve mandare giù uno dei bocconi più amari da quando milita tra i professionisti. La capolista viene presa al lazzo e domata come un cavallo selvatico. Lucchese addomesticata, messa sotto da un Soccer Team favoloso ed infilzata da Caciagli, colpo di testa su punizione tagliata di Baido, al 28’. È tutto perfetto poi sul cielo di Bassano del Grappa s’addensa un cumulo di episodi disgraziati che s’abbatte sui padroni di casa e regala alla prima della classe un successo piovuto letteralmente dal cielo. Sembra un bollettino di guerra: infortunio di La Grotteria, occasione divorata da Baido per chiudere l’incontro, errore di Pellizzer e conseguente espulsione di Grillo per mani fuori area (inferiorità numerica per tutta la ripresa) e immediato gol del pareggio, infortunio a Crocetti e gol del sorpasso subito al 4 dei sei minuti di recupero concessi dall’arbitro. Più volte i cronisti di Lucca durante il corso del match, in diretta radiofonica, hanno esaltato le qualità del Soccer Team. E su questo dubbi non ce ne sono, uno spettatore neutrale mai avrebbe indicato nella Lucchese la formazione che sta guidando il campionato dall’inizio dell’anno. Sia nel computo delle occasioni sia sul piano del gioco la squadra di Beghetto avrebbe strameritato i tre punti. Neppure l’inferiorità numerica ha consentito di apprezzare i 15 punti di differenza che separavano le due compagini alla vigilia dello scontro. Ora la forbice con i playoff si è allargata a cinque punti (Sangiovannese e Prato coabitano a 43) e i turni da giocare sono sei (molti di questi da disputare, probabilmente, senza La Grotteria). Attenzione però la prestazione di prima grandezza non dev’essere offuscata, la montagna da scalare si fa sempre più irta, è vero, ma una formazione con un cuore enorme come questo Bassano non può gettare la spugna.
Sfida tra titani. La partenza è di marca toscana. Il 3-3-1-3 di mister Favarin, grazie anche al supporto degli esterni d’attacco, permette di presidiare bene il centrocampo e raddoppiare sui portatori di palla bassanesi. I duelli fisici si concentrano nel cerchio centrale, gli spazi sono intasati e la coppia Favret-Caciagli fatica a dettare i tempi. Nello stesso tempo nemmeno la capolista trova il minimo sbocco in chiave offensiva perché tenta il palleggio stretto dove spazio non ce n’è invece di scavalcare il centrocampo ed innescare il quartetto offensivo. Con il passare dei minuti i ragazzi di Beghetto trovano le adeguate contromisure al particolare schieramento ospite. Così, con un occhio di riguardo al mantenimento dei giusti spazi tra i reparti (Baido e Iocolano osano meno del dovuto per questo) i giallorossi iniziano a carburare e prima Crocetti fallisce un comodo colpo di testa, poi uno scambio al limite tra i due attaccanti bassanesi porta La Grotteria a scaricare il sinistro in direzione dell’angolino (15’). Bella la risposta in tuffo di Nicastro che devia in angolo. I rossoneri cercano di far valere la propria prorompenza fisica ma sono sempre i padroni di casa a rendersi pericolosi finché al 28’ una punizione dal vertice destro dell’area calciato da Baido si trasforma in un arcobaleno per la testa di Caciagli, appostato sul secondo palo. Il centrocampista non si fa fuggire l’occasione e gonfia la porta della Libertas mettendo in risalto una dote fondamentale acquisita dai virtussini: la concretezza. Il gol non spezza l’equilibrio, i due sfidanti si studiano e si stuzzicano rendendo onore alle grandi potenzialità contrapposte sul terreno di gioco. Ma ecco il primo incidente che solcherà e segnerà permanentemente il corso della sfida: al 37’ La Grotteria cade male dopo aver liberato l’area da un pallone giunto da corner, riportando una distorsione al ginocchio, che fin dalle prime battute pare seria, ed è costretto ad alzare bandiera bianca. Tutti i componenti della panchina si alzano in piedi per aiutare i soccorritori a portare la barella, come a testimoniare concretamente la solidarietà al compagno. Perdita gravissima (anche in ottica futura). Al suo posto Beghetto fa entrare Guariniello. Lo shock colpisce anche i giocatori in campo tant’è che Scandurra può colpire di testa da posizione favorevolissima tutto solo ma non angola la conclusione e permette a Grillo di parare con una certa tranquillità. Ma la risposta emotiva dei padroni di casa è celere: passa un altro minuto, 40’, e Baido, dopo aver rubato palla all’incerto Bova, s’invola a tu per tu con Nicastro e fallisce la palla buona del fattibilissimo due a zero. Al 45’ è ancora Crocetti, come in apertura di tempo, a fallire la marcatura di testa sugli sviluppi di un pregevole cross di Iocolano dalla destra.
Coraggio non premiato. Ma già il cappello. Il secondo tempo si apre con il terzo episodio chiave: un pasticcio di Pellizzer, che lascia rimbalzare un lungo lancio, regala a Potenza la possibilità di calciare verso Grillo in uscita disperata. Il portiere colpisce la sfera con il braccio fuori dall’area di rigore e viene conseguentemente espulso. Beghetto richiama Guariniello, la cui partita dura quindi poco più di un quarto d’ora, per far spazio al secondo portiere Zattin. Purtroppo però, nel giro di pochi minuti, 12’, la Lucchese perviene al pareggio: punizione tagliata di Chadi, Zattin non esce, sul secondo palo sbuca Bova e insacca. Il Soccer Team è costretto sul pareggio e ridotto in dieci ma il 4-4-1 impostato da Beghetto permette di coprire bene il campo e il cuore dei suoi indomiti ragazzi fa il resto. La fase offensiva rimane penalizzata ma Crocetti si carica sulle spalle l’intero reparto lottando contro tutti e rendendosi insidioso ad ogni pallone ricevuto. Così è sempre la formazione di Bassano del Grappa a farsi preferire mentre i rossoneri non sono mai pericolosi, nonostante gli innesti in attacco di mister Favarin che vorrebbe far propria l’intera posta in palio. Alcuni calci piazzati danno l’illusione del possibile gol giallorosso del 2 a 1 ma al 29’ la maledizione continua a mietere vittime: Crocetti è costretto a dare forfait per un problema muscolare. La partita fila via liscia, si contano un paio d’occasioni per parte (uscita tempestiva di Zattin sui piedi di Biggi e bomba del neo entrato Fabiano, deviata in angolo) fino al quarto dei sei minuti di recupero concessi dal direttore di gara. Al 49’, infatti, sugli sviluppi di un corner, Carloto è agevolato da una serie di rimpalli ed ha il tempo di battere a rete per il suo primo gol da quando veste la maglia della Lucchese. Il folto pubblico di fede bassanese è basito, i playoff si sono allontanati ma nessuno alza neanche una timida protesta. Ci sono solo applausi per gli eroici ragazzi in maglia giallorossa. In definitiva sembra solo uno scherzo di cattivo gusto. Invece, purtroppo, è tutto vero.
Le pagelle.
Beghetto 7. Prepara in maniera perfetta la gara inaridendo tutte le fonti di gioco rossonere e puntando a mettere nelle condizioni più favorevoli per far male Crocetti e La Grotteria. Gliene capitano di tutti i colori e lui fa di necessità virtù. I suoi ragazzi si fanno preferire anche in inferiorità numerica.
Caciagli 7. Motorino perpetuo e distributore di gioco. Rispetto alle ultime, pur positive prove, non cala alla distanza e si toglie pure lo sfizio di segnare il suo primo gol in giallorosso dopo i tentativi vani di Nocera.
Basso 7. Stoico come nelle ultime partite. Non molla l’osso, lotta su ogni pallone come un iradiddio, non tirando indietro la gamba nemmeno nei contrasti più duri. Dalla sua parte non passa nessuno. Alla fine è inconsolabile.
Veronese 7. Appena meno impenetrabile di Basso in retrovia si propone con grande determinazione anche in sovrapposizione. Col Bassano in dieci è spesso lui a suonare la carica. Interessanti alcune discese con traversone al seguito.
Pellizzer 5,5. Gettargli la croce addosso sarebbe ingeneroso. Il difensore ha sempre fatto della calma e personalità un punto di forza ma commette qualche errorino di troppo. La prova è macchiata dall’ingenuità che porta all’espulsione di Grillo (a sua volta non esente da colpe).
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