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Neanche le “streghe” fermano Simone Temperato
Spettacolare performance del Magico Tempe al 71° Giro dell’Appennino
La folla di tifosi ha applaudito ripetutamente Simone Temperato, in arte "Magico Tempe", incitato durante tutta la salita dagli appassionati presenti in attesa dei corridori (146 partiti, arrivati 62, ritirati 84).
"Magico Tempe" ha iniziato a gran ritmo la "Salita delle Streghe", come viene definita la Bocchetta per i suoi strappi "disumani" che sfiorano anche al 14%. Ha proseguito senza esitazioni nonostante il vento che a volte fiondava a raffiche incontrollabili. Simone sfiorava letteralmente i muri in cerca di riparo e le Lambrette a volte lo soccorrevano facendogli da scudo. Nei punti più impegnativi Simone mulinava sui pedali in maniera superba ed in vetta, accolto da un autentico boato dai competenti spettatori presenti, arrivava addirittura a braccia alzate senza tenere il manubrio. Uno spettacolo!
Un gesto di classe eccelsa che coinvolgeva tutti, Carabinieri in servizio compresi, che non avevano mai visto uno spettacolo simile.
Dopo, la carovana viaggiava spedita verso il Passo della Castagnola, quindi Busalla ed il Passo dei Giovi per arrivare dopo 30 chilometri a Pontedecimo. A 400 metri dall’arrivo si riformava la carovana con Simone in bici in impennata che, accompagnato anche dal biciclo del 1870 (di proprietà di Patrick Joret di Bordeaux) magistralmente guidato da Luciano Berruti di Cosseria (artefice del Museo della Bicicletta inaugurato il 27 febbraio u.s.), tagliava il traguardo di via Semini in parata con le 500 e le Lambrtte mentre lo speaker ufficiale, signor Brambilla, illustrava alla folla presente l’impresa del vicentino di Campese.
Simone è stato invitato sul palco dov’erano già Andrea Bartali, figlio del "Ginettaccio", e Renzo Soldani vincitore del Circuito dell’Appennino (allora si chiamava così) nel 1950 e secondo nel 1949 nella volata vinta da Dino Rossi.
Il cielo limpido ha consentito di scrivere un’altra pagina di ciclismo leggendario (i corridori hanno percorso i km 187 della gara alla media record di kmh 42,130) e Simone ha scalato i terribili tornanti mozzafiato della Bocchetta in soli 41’ e 15’’. Oltre al Gavia, al Ghisallo, alla Fauniera, alle Tre Cime di Lavaredo, al Fedaia, al Giau, allo Stelvio, al Muro di Sormano ed allo Zoncolan ora Simone Temperato ha conquistato una salita tanto dura da essere odiata da campioni come Bitossi, Adorni, Charly Gaul e tanti altri che tornavano indietro perchè respinti da questa asperità a due raggi dal mare dove al posto delle aquile osano i pettirossi che svolazzano odorando il profumo di rosmarino.
Fausto Coppi disse un giorno: "La Bocchetta? E’ sufficiente scalarla una vola l’anno perchè è troppo dura!".
Simone ha onorato questa 71° edizione del Giro dell’Appennino alla sua maniera e meritando un grande successo per aver compiuto un’impresa incredibile anche se per lui "l’impossibile non esiste"!
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