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Marchetti, bocciatura con riserva
Tra i responsabili della disfatta con la Slovacchia c'è anche il portiere originario di Cassola. Ma noi, più che bocciarlo, lo rimandiamo a settembre
Ma Federico Marchetti, di professione portiere, gettato nella mischia del mondiale dopo l'infortunio a Gigi Buffon, ha siglato pesantemente - assieme a tutta l'inguardabile e irriconoscibile squadra di Lippi - l'umiliante sconfitta con la Slovacchia che ha spedito a casa anzitempo la peggiore Italia di sempre.
Piange il cuore a dirlo, ma è così. La “Gazzetta dello Sport”, nelle pagelle sul disastroso 3 -2 di ieri pomeriggio a Johannesburg, gli ha dato un voto che non ammette discussioni: 4,5. “Così così sull'1-0, prende il 2-0 sul suo palo, forse poteva evitare il terzo se soltanto fosse stato più reattivo” - commenta la “Rosa”. “Invece - prosegue il quotidiano - s'accuccia timido nell'area piccola e ne esce a fatica, timoroso. Ne soffre anche la difesa già di per sé allo sbando”.
E' un'analisi inesorabile, ma che condividiamo - tristemente - in pieno. E' pur vero che con la difesa colabrodo che ci siamo ritrovati e gli incontristi di centrocampo totalmente latitanti, da un solo portiere non si può pretendere di ergersi a salvatore della Patria.
E così non è stato, perché il terrore che ha paralizzato sin dall'inizio le gambe e la lucidità degli ormai ex campioni del mondo ha inevitabilmente offuscato i riflessi del ragazzo tra i pali che - in quanto difensore estremo - copre un ruolo di massima responsabilità, trasformando il suo sogno sudafricano in un autentico incubo.
Una “maledizione” che sul terzo, annichilente gol degli slovacchi ha visto il vice-Buffon rimanere a metà strada tra la linea di porta e l'uscita sull'attaccante “dove un portiere - scrive l'inviato di lastampa.it - proprio non può sostare.”
La palla è rotonda, diceva il mitico Nereo Rocco, ma la testa deve essere quadrata. E certe leggerezze, da quello che è stato giudicato il miglior portiere dell'ultimo campionato italiano, si possono giustificare solo con un'overdose di pressione psicologica, frutto delle enormi attese di un'intera nazione su una squadra gonfia di allori ma sgonfia di spirito.
E allora: Marchetti bocciato? No, diciamo piuttosto rimandato a settembre. Con la ripresa del campionato, il “golden boy” di Cassola avrà ampiamente tempo e modo di leccarsi l'enorme ferita africana e guadagnarsi la fiducia del nuovo ct della Nazionale Cesare Prandelli.
E non cerchiamo subito, per il prossimo futuro, di buttarci giù il morale.
Hasta la victoria, Federico!
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