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Certe notti a Operaestate

Il festival delle città-palcoscenico è l'unica, vera espressione condivisa del “territorio allargato”

Certe notti, a Operestate Festival Veneto, può succedere di assistere a uno spettacolo di rara bellezza. E' accaduto ieri sera al Teatro degli Ezzelini, con la performance di danza “Certe Notti” che ha visto diciotto straordinari danzatori - nove ragazze e nove ragazzi - della Fondazione Nazionale della Danza “Aterballetto” interpretare, per le ardite coreografie di Mauro Bigonzetti, le canzoni e le poesie di Luciano Ligabue.
Il pubblico, alla fine, ha salutato l'esibizione con un meritato e interminabile applauso, confermando l'altissimo livello a cui la manifestazione delle “città palcoscenico” (che quest'anno compie 30 anni, proprio come Aterballetto) oramai ci ha abituato.
Foto di scena dello spettacolo di danza "Certe notti" di Aterballetto
Foto di scena dello spettacolo di danza "Certe notti" di Aterballetto

Iniziata lo scorso 18 giugno, la stagione di Operaestate è al giro di boa. Per il mese di agosto è in programma un ulteriore fitto cartellone di appuntamenti sul palco tra Bassano del Grappa, l'Alta Padovana e gli altri comuni della Pedemontana vicentina e trevigiana.
E una considerazione sorge spontanea: laddove non arriva la politica locale, arriva il linguaggio dell'arte e dello spettacolo. In nessun'altra manifestazione pubblica il “territorio allargato” - che comprende Bassano, Asiago, Asolo e Cittadella, divise da tre province, dalle differenze culturali tra pianura e montagna e da una lunga storia di rapporti difficili - riesce ad esprimersi in maniera così coordinata e a dialogare unito con la Regione Veneto, co-promotore del festival, e non solo da quest'anno.
Anzi, si può ben dire che di questo “Veneto centrale” dai cui campanili si può osservare lo skyline del Grappa e dell'Altopiano il festival estivo rappresenta l'unica, vera espressione condivisa. Un'adesione territoriale la cui valenza viene confermata anche dall'assessore bassanese allo Spettacolo e Operaestate, nonché vicesindaco di Bassano, Carlo Ferraro.
E che concede a Bassano, per una volta all'anno, il ruolo di riferimento di un comprensorio sovraprovinciale altrimenti emarginato - a Roma e in Laguna - dalle priorità dell'asse metropolitano Venezia-Padova-Verona.

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