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Il gusto del Caffè dei Libri
Una sosta per lo spritz a Vicolo Gamba e un’occasione per analizzare il tasso di alto gradimento del locale bassanese
E allora gli chiedo come gli appare, da questo osservatorio sul Ponte Vecchio, il piccolo mondo di Bassano. Maurizio ne analizza un aspetto importante: il desiderio di aggregazione. Gli pare chiara la voglia che c’era, e che qui da lui è espressa, di avere un luogo in cui ritrovarsi a parlare, a condividere, a stringere legami. Non un circolo, più un punto massa in cui confluiscono tante orbite, e anche satelliti vaganti. Evidentemente c’era uno spazio bello vuoto nel Bassanese per questo. A tal proposito gli domando quali leggi governano la sua gestione non gerarchica, non nel senso di acritica, oserei dire di anarchica, degli appuntamenti del locale, e intendo il fatto che nell’agenda trovi spazio ad esempio l’esordiente locale, o il personaggio curioso, accanto al grande architetto di fama internazionale o a Goffredo Fofi. Maurizio a questo punto mi fa un discorso dal registro inatteso e che mi piace: accenna appena alle ragioni di marketing, alla doverosa attenzione all’aspetto economico di gestione del locale e quindi alla necessità ovvia di crearvi del movimento per la sua sopravvivenza, è un discorso che assomiglia di più a un desiderio spontaneo di accoglienza, sa di casa: “Anche in famiglia non si sceglie - dice - e non si dovrebbe mai preferire”. E’ stato girato anche un film Caffè dei Libri, una produzione dove il locale è insieme sfondo e protagonista della vicenda, un esperimento interessante e di prossima uscita http://cultura.bassanonet.it/corsi/7136.html. Ma sono i libri accampati sugli scaffali, i libri e le loro storie, il filo conduttore che unisce le stanze, e per questi libri Maurizio chiede rispetto. “Non siamo in una biblioteca - ricorda - la domanda che mi si fa più spesso chiede se i libri si possono prendere, sfogliare, leggere. Certo, ci tengo che i libri incuriosiscano e non incombano, ed è bello che alla gente venga voglia di avvicinarsi e di prenderli in mano, cerchiamo comunque di stare attenti e di invitare tutti a rispettarli come oggetti in vendita quali sono”. I libri lo chiamano e arriva presto il momento dello Spritz di Laura, ma rimane interessante il retrogusto di questo Caffè.
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