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Cetrioli Killer, anche l'Europa in moto

Dopo attente ricerche i microbiologi si interrogano sul batterio intestinale che ha colpito diverse persone in Germania e in Nord Europa. A preoccupare il mondo scientifico un microorganismo non classificato tra i patogeni più pericolosi.

L'Unione europea è in allerta per prevenire ogni possibilità di diffusione del batterio intestinale mortale E. coli, che è stata rinvenuto in alcuni centrioli provenienti dalla Spagna e consumati nel nord della Germania, dove sono stati segnalati 214 casi e sono stati confermati due decessi e 140 persone affette da gravi complicazioni. Svezia, con 10 casi, Danimarca, con 4 casi, Regno Unito, con tre casi, e Paesi Bassi, con un caso, sono stati colpiti.
Dopo aver consigliato ai cittadini che hanno di recente viaggiato in Germania di consultare il proprio medico di famiglia qualora dimostrassero sintomi potenzialmente preoccupanti, quali diarrea sanguinolenta, la Commissione europea ha identificato una delle fonti del focolaio nella serata di Giovedi 26 Maggio: cetrioli provenienti da due province della Spagna (Almeria e Malaga). Le informazioni ricevute dalle autorità spagnole sono state immediatamente trasmesse a tutti gli altri stati membri attraverso il sistema di allarme rapido per alimenti e mangimi (RASFF).

In Europa, tuttavia, dopo attente analisi, il livello di apprensione è cresciuto, complice il fatto che l’Escherichia coli O 104 non risulta far parte dei microbi patogeni che abitualmente vengono cercati. Lo scorso giovedì, infatti, il Laboratorio comunitario di riferimento europeo (EU-RL), ospitato dall’Istituto superiore di sanità a Roma, ha diffuso le istruzioni circa i metodi da utilizzare per la ricerca.
La situazione è un po’ confusa perché questo ceppo di Escherichia coli sino ad ora non veniva considerato tra quelli più pericolosi per l’uomo, e quindi non veniva cercato nelle analisi di routine. Escluse rare eccezioni, infatti, anche negli ospedali le analisi per i malati di HUS non comprendevano questa specie.
Il problema riscontrato in Germania è delicato, perché si è di fronte a un microrganismo patogeno in un certo senso “nuovo”, o comunque con caratteristiche di pericolosità poco conosciute dal mondo scientifico.
In Italia e in altri Paesi europei inizierà oggi la ricerca di questo microrganismo negli ortaggi e nei prossimi giorni si dovrebbe avere un quadro più esaustivo.

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