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Arte, cultura e impresa
In Sala Mostre al Castello di Marostica all’interno delle iniziative per la mostra dedicata a Giorgio Barucco, un dibattito interessante sulla cultura, l’arte, l’attualità e il mercato
La serata, presentata da Monica Smiderle e allietata dalla musica del M° Alessandro Antico, è iniziata con l’ascolto di brevi testi ispirati ai quadri di Barucco a cura dell’associazione culturale La Fucina Letteraria, si è conclusa con la lettura di alcune liriche dell’artista proposta dal figlio Marco e da Ivano Costenaro, e ha dato spazio a un doveroso omaggio al poeta Andrea Zanzotto, recentemente scomparso ma presente con le sue parole e nel ricordo grato di Renato Meneghetti. La fase centrale dell’incontro è stata incentrata sul dibattito dedicato all’attualità: una tavola rotonda ricca di interventi ha proposto una discussione volta a indagare il rapporto tra cultura, arte e impresa, tra arti e mercato.
Tra gli ospiti, il sindaco Scettro e l’assessore Costa come rappresentanti dell’Ente comunale, hanno ribadito l’impegno delle amministrazioni locali nel sostenere i progetti culturali di valore pur in questo momento molto critico per il settore pubblico; Francesco Bernardi presidente di Confindustria Bassano e i rappresentanti dei gruppi Unipol hanno messo in evidenza il ruolo importante e le prospettive produttive per le aziende dell’investimento in cultura, nei loro interventi per esemplificare gli imprenditori hanno posto l’accento sulle formule concrete e riuscite del sodalizio tra il pubblico e il privato; Giulio Martini ha presentato il progetto editoriale di AreaArte, un’iniziativa che lavora in questa direzione e che intende contribuire a creare una sinergia tra artisti, imprese, fondazioni.
Gli artisti Renato Meneghetti e Marco Chiurato – quest’ultimo con una performance provocatoria, un intervento volontariamente ammutolito, senza parole – si sono invece assunti il compito di mettere in evidenza il percorso ad ostacoli che incontrano gli artisti non affermati nel rendere “pubblica” la loro opera, ricordando così che spesso ci si muove in un mercato dell’arte di quelli che si svolgono al chiuso e telati dall’ipocrisia e dalle marchette. Il discorso sulla cultura, l’arte e le dinamiche del mercato ha delle articolazioni complesse, si parla di ricchezza con accezioni differenti ma con l’auspicio comune, che è uscito anche dall’incontro, di generare un dialogo produttivo utile per tutti.
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