Manifestazioni

“Dialogando” con i giovani

Giornata conclusiva in Sala da Ponte della manifestazione sui temi dell'integrazione. Protagonisti gli studenti delle superiori, a confronto con le associazioni della società civile sulle "parole chiave di futuro" della convivenza sociale

Da “scambio” a “conflitto”, da “silenzio” a “giudizio”, da “famiglia” a “autostima”, da “conoscenza” a “insieme”. Sono queste, e tante altre, le “parole chiave di futuro” che in queste settimane sono emerse nei lavori e negli incontri preparatori degli studenti delle scuole superiori di Bassano e delle associazioni impegnate nel territorio.
Parole che da una parte favoriscono, e dall'altra impediscono il dialogo tra le diverse culture che convivono nella nostra città: ovvero - come li hanno definiti gli studenti degli istituti Brocchi, Da Ponte, Einaudi, Fermi, Parolini, Remondini e Scotton - gli “Alfabeti per il Dialogo e per il Futuro” contrapposti agli “Alfabeti tossici”.
Studenti sul palco per la giornata conclusiva di "Dialogando" a Bassano (foto Alessandro Tich)
Studenti sul palco per la giornata conclusiva di "Dialogando" a Bassano (foto Alessandro Tich)

E' stato questo il filo conduttore della giornata finale di “Dialogando” in Sala Da Ponte in città, che attraverso un dialogo comunitario tra gli studenti e le organizzazioni della società civile ha cercato le definitive “parole chiave” per la convivenza sociale a Bassano del Grappa.
Un incontro dal taglio completamente diverso rispetto alla prima edizione dell'anno scorso: confermato dalla presenza sul tavolo dei lavori sopra il palco - al posto dei politici e degli esperti di settore - di un gruppo di rappresentanti dei ragazzi delle scuole.
Un'occasione per un salutare brain storming sulle tematiche dell'“integrazione” e dell'“interazione” tra i bassanesi di nascita e i bassanesi per migrazione, ma anche per venire a conoscenza delle migliori buone pratiche venete e italiane di interculturalità e cittadinanza, 9 delle quali - su 41 esperienze presentate - hanno ricevuto in sala il Premio Scalabrini “Ponte di Dialogo”, destinato ai progetti e alle iniziative ritenute più indicate, da un'apposita commissione “interculturale, interreligiosa e multisettoriale”, a rappresentare i nuovi percorsi mirati a costruire la cittadinanza senza esclusioni.
Tra i “magnifici nove” premiati c'è anche la Scuola primaria “Rondò Brenta” di Bassano, ubicata in quartiere a forte connotazione multietnica, che ha ottenuto il riconoscimento grazie alle sue iniziative per il coinvolgimento dei bambini stranieri e dei loro genitori come la nota “caccia al tesoro multilingue”.
“Questa scuola era a rischio di chiusura - ha detto un'insegnante - e il quartiere era quindi a rischio ghetto. Le famiglie vivono la scuola, e la scuola vive il quartiere e la città.”
Il sindaco Stefano Cimatti, nel suo intervento, ha letto una lettera inviata per l'occasione dal ministro per la Cooperazione internazionale e l'Integrazione Andrea Riccardi. “A Bassano del Grappa - è un passo del messaggio dell'esponente di governo - oggi si apre uno squarcio di futuro sul mondo come potrebbe essere e come speriamo sarà.” “Sapere del vostro incontro di oggi - scrive ancora il ministro - aiuta a vincere il pessimismo e la rassegnazione.”
“Continuare a dire oggi che gli stranieri sottraggono lavoro agli italiani è una follia - ha dichiarato il sindaco nel suo discorso -. Pensiamo agli Stati Uniti: un Paese multiculturale, multietnico e all'avanguardia. Le persone che arrivano qui danno nuovi spunti e valore aggiunto. Anche la natura ci insegna che servono gli innesti.”

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