On the road
Studenti in trincea
La Grande Guerra rivissuta dai giovani: sul Monte Palon la 9° edizione di “Una notte in trincea”, con gli studenti del Brocchi e di altre scuole del Veneto chiamati a un'esperienza formativa unica nel suo genere sul fronte del Grappa
Si tratta della 9° edizione di “Una notte in trincea”: stimolante esperienza didattica e formativa che permette agli studenti delle classi quinte, dopo uno studio documentato e interdisciplinare sulla Grande Guerra, di trascorrere a turno due giorni e una notte sui luoghi della memoria del fronte bellico del massiccio del Grappa.
Quest'anno, dal 21 al 26 maggio, i ragazzi partecipanti al progetto (6 classi quinte del Brocchi e altre 6 classi degli istituti ITG Palladio di Treviso, IIS Marchesini di Rovigo, Liceo Ginnasio Canova di Treviso, e scuola media Casteller di Paese) si recheranno sulle trincee del Monte Palon, coadiuvati - per gli aspetti logistici - dagli alpini del battaglione “Feltre”, di stanza a Belluno, comandato dal ten. col. Antonio Barone.
Per l'occasione, dal 23 al 26 maggio, tutte le sere alle 21, le classi partecipanti proporranno delle rappresentazioni (all'aperto presso il Rifugio Monte Palon, o all'interno del Rifugio in caso di maltempo) sui temi della guerra: dalle condizioni di vita dei soldati alla letteratura di guerra, dalla vita delle donne dell'epoca all'epopea degli arditi.
“E' un'iniziativa importante - ha commentato il preside del Brocchi Gianni Zen - perché è la dimostrazione di una scuola aperta al territorio.”
“L'obiettivo - ha spiegato Fabio Siviero, docente di filosofia e storia del Brocchi e referente di istituto del progetto - non è di fare una rievocazione, ma di permettere ai ragazzi di vivere un'esperienza nei luoghi dove tantissimi loro coetanei hanno perso la vita in battaglia, per una consapevolezza diretta della storia e una vera educazione alla cittadinanza.”
Prevista anche - per gli studenti in trincea - una simulazione di guerra ispirata al gioco di strategia “Alce Rossa”. “Ma non è un “wargame” - concludono i promotori -, quanto piuttosto un modo per immedesimarsi fisicamente, intellettualmente ed emotivamente nel contesto storico.”
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