Il "Tich" nervoso
Quando il nome è un destino
A proposito della chiusura dello storico Caffè Italia di Bassano
Attualmente, di tutta questa storia, resta solo la testimonianza di un locale vuoto. L'ultimo titolare, Christian Lorenzato, ha chiuso i battenti e pochi giorni fa ha aperto un nuovo bar in via Vittorelli a pochi metri dalle piazze. Scrivendo la parola “fine” a quella che è stata invece un'infinita storia di problemi, di burocrazia e di disagi, iniziati nel 2010 con il travagliato cantiere dei lavori di restauro della Torre delle Grazie e delle Mura, che hanno “circondato” letteralmente il Caffè, con l'utilizzo anche di alcuni spazi interni del locale: lavori prima interrotti, poi bloccati, poi riaffidati a una nuova ditta appaltatrice e tutt'ora in corso. Un intervento di restauro, iniziato il 14 gennaio 2009, che doveva concludersi in 540 giorni: e cioè nel settembre del 2010. Alla faccia del rispetto dei tempi. Tralasciamo le motivazioni che hanno spinto il gestore del locale a gettare la spugna. Fatto sta che oggi lo storico Caffè, i cui muri sono di proprietà del Comune, non è nient'altro che un fantasma. E, neanche a farlo apposta, emerge un singolare parallelo con il suo stesso nome: “Italia”. Una insolita coincidenza che associa idealmente la singolare vicenda del locale di piazzale Giardino al momento storico del nostro Paese: baciato dalla storia, dal paesaggio e dalla bellezza, eppure prigioniero di sé stesso, soffocato dalla burocrazia e da una classe dirigente che continua a dilatare i tempi del suo infinito cantiere.
Quando il nome è un destino...
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