Il "Tich" nervoso

C'è posta per te

Viva l'Italia: ecco come viene consegnata la corrispondenza a Bassano

Questa mattina sono andato in redazione e ho aperto il portone di ingresso, che dà su via Roma a Bassano, dello stabile dove si trova la sede di Bassanonet.
Ma appena messo piede oltre l'uscio, ho dovuto fare un balzo degno di un apprendista della disciplina del salto in lungo.
Foto Alessandro Tich
Foto Alessandro Tich

E questo per evitare che le suole delle mie scarpe finissero sopra quello che era letteralmente sparso, in bella profusione, sullo zerbino di entrata: un cumulo di posta indirizzata ai vari destinatari dell'edificio. Bollette, comunicazioni bancarie, inviti, materiale promozionale: di tutto e di più.
Abbandonato all'ingresso di una palazzina che ospita appartamenti privati e alcuni uffici, in un punto dove può passare chiunque. Ho quindi raccolto buste e plichi - non prima di aver fotografato la scena, per testimoniare anche visivamente quello che scrivo - e le ho smistate ai destinatari, collocandole nelle rispettive caselle postali.
Cos'è successo? Molto probabilmente questo: il postino questa mattina ha suonato ai campanelli e non ha trovato nessuno.
E siccome non corrisponde più al vero il fatto che il postino suona sempre due volte, ha infilato la posta sotto la fessura della porta chiusa e se ne è andato via. Tanto c'è sempre il primo mona che aprirà la porta e farà il lavoro di smistare la corrispondenza al posto suo. E quel mona, nella fattispecie, oggi sono stato io.
Ne scrivo perché questo attentato alla privacy postale non è la conseguenza di una giornata storta del portalettere, restio a ritornare al punto di recapito almeno una seconda volta prima di rientrare all'ufficio postale dopo la faticosa mattinata di lavoro e prima del meritato riposo nel pomeriggio.
Non è infatti la prima volta che accade. E allora i casi sono due: o i postini di turno in centro storico a Bassano sono degli scioperati, oppure - ipotesi molto più plausibile - il (dis)servizio postale italiano oggi non può fare di più.
Ed è molto probabile che sia verosimile la seconda opzione.
Sono infatti tempi di grandi cambiamenti in seno a Poste Italiane. I portalettere del Bel Paese si trovano oggi di fronte alla cosiddetta “Riforma del Servizio postale universale”, voluta dal legislatore nazionale, che prevede la consegna della corrispondenza a giorni alterni - ovvero un giorno sì e un giorno no - in buona parte del territorio italiano.
“Tale modello - ha spiegato il viceministro dell'Economia e delle Finanze Luigi Casero - è in linea con la normativa europea e con il processo di trasformazione del servizio postale universale, che tiene conto del contesto di mercato e dell'evoluzione dei bisogni degli utenti.”
Tradotto in italiano (anche se...con parole straniere): oggi la posta ordinaria è stata soppiantata dallo sviluppo della tecnologia con email, social network, sms, WhatsApp e altri sistemi di messaggeria telefonica che rendono obsoleta la comunicazione cartacea. E persino i vecchi e cari biglietti di Auguri di Natale, sostituiti dai messaggi natalizi sullo smartphone o su Facebook, fanno già parte della preistoria.
“Oggi - hanno spiegato fonti di Poste Italiane - cittadini, imprese e famiglie hanno a disposizione strumenti avanzati e meno costosi che rispondono bene alle esigenze immediate di invio e ricezione dei messaggi. Di conseguenza, l’utilizzo della posta dei privati si è ridotto e la corrispondenza tradizionale è diventata strumento in prevalenza commerciale. Così come sono drasticamente diminuiti i contributi pubblici a sostegno del servizio postale.”
Risultato: la posta ordinaria, che ancora oggi è il servizio postale più utilizzato, prevede un tempo medio di consegna di quattro giorni.
Ma è cambiato il modo di consegnarla: col recapito previsto a giorni alterni, i postini devono gestire delle zone di consegna raddoppiate rispetto a prima.
E nei centri di smistamento postale le giacenze si accumulano, arrivando il mese scorso alla mezza tonnellata di corrispondenza ferma negli uffici postali di Bassano del Grappa. Come denunciano inoltre i sindacati di categoria, nell'ultimo anno in provincia di Vicenza si contano 176 postini in meno.
E nel Vicentino i portalettere sono attualmente circa 700, a fronte di un bacino di utenza di oltre 870mila abitanti.
Chiamata a un simile aggravio di competenze, da Nord a Sud, la categoria dei postini è in subbuglio. E ha indetto per il prossimo venerdì 4 novembre, con manifestazione a Roma, una giornata di sciopero nazionale per protestare “contro la riforma del Servizio postale universale che ai cittadini e agli addetti ai lavori sta causando numerosi disservizi”.
Ecco perché questa mattina il portalettere di turno in centro storico a Bassano ha ficcato sotto la fessura del portone d'ingresso la posta da recapitare, abbandonando la corrispondenza al proprio destino e strafregandosene del suo effettivo ritiro da parte dei destinatari.
Con la consegna della posta ogni due giorni e il conseguente accumulo di giacenze al centro di smistamento PT di Bassano, buste e plichi non sono più comunicazioni di carta da portare a destinazione, ma è zavorra di cui liberarsi.

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