Teatro
Il copione del tradimento
A chiudere la rassegna teatrale bassanese è andato in scena al Remondini Tradimenti, opera di Harold Pinter riletta da Michele Sinisi
Robert-Sinisi (il marito), Jerry-Braschi (il testimone di nozze diventato subito amante) ed Emma-Medri (la donna di entrambi), hanno sbobinato al contrario le loro vite davanti a uno schermo speciale creato appositamente dallo scenografo Federico Biancalani, dove a illuminarsi di volta in volta erano parole che prendevano forma grazie alla luce al neon che creava echi di luoghi, tempi ed eventi che avevano costellato la relazione tra i due amanti, dall’esordio alla fine pietosa ospitata da un pub.
Il testo di Pinter è enorme, con i suoi buchi e silenzi, con la molteplicità di direzioni in cui si dipana. Sinisi nel riavvolgere il nastro accompagna narrazione e battibecchi con musiche e canzoni che sottolineano gli anni in cui si svolge la storia, e poi in una fuga in avanti fa ballare da sola a lungo (forse troppo a lungo) la giovane Emma su brani notissimi anni Settanta e Ottanta. Scandite le tappe della liaison dal 1977 all’alba in cui fiorì l’amore nel 1968, la comparsa nella vita di Emma di musiche degli anni Ottanta che la trovano ragazza e felice genera una sorta di straniamento. Tra l’altro Emma a un certo punto è stata picchiata violentemente dal marito, di sicuro virtualmente, o forse in sogno, e non è un caso che l’unico accenno al dolore lancinante che provoca il tradimento sia attribuito a un uomo ma finisca a carico della donna — gli uomini, tanto più se rivali-amici, usano sfogarsi in partite a squash. Solo Emma si denuda (il busto) sul palco, anche questo forse non è un caso.
Tutti e tre i personaggi sono calcati nello spettacolo, resi in parte caricature, Emma che strina un pollo col cannello è a metà tra l’artista performativa e la moglie distratta mentre prepara la cena da pensieri inconfessabili al marito. Jerry-Braschi suscita da subito simpatia con la sua aria un po’ gigiona e impacciata; Robert-Sinisi con l’accento pugliese sbrigliato dà un tocco di italianità a un dramma molto anglosassone, che resta non del tutto traducibile.
Applausi, dal pubblico bassanese.
Commenti
0 interventi
Nessun commento ancora
Sii il primo utente Premium a intervenire.
Accedi con un account Premium per commentare.