Concretezza

Dal palco alla realtà

Inflazione, bollette e costo della vita. Il banco di prova di chi sta al governo

Dal palco delle promesse elettorali alla dura legge del governo ci sta di mezzo un abisso.
La questione energetica con la primavera in arrivo e la normalizzazione dei prezzi energetici per qualche mese ci farà tirare il fiato.
L'inflazione rallenta a marzo, ma il carrello della spesa continua a correre
L'inflazione rallenta a marzo, ma il carrello della spesa continua a correre

Ma questo inverno economico, fatto di bollette pazze e di un'inflazione a doppia cifra che ha martoriato le tasche delle fasce a basso reddito, avrà comunque conseguenze pesanti per la tenuta economica e sociale del Paese.
Nei mesi scorsi c’è stata una sorta di gara giornalistica per mettere in rassegna gli importi stratosferici di bollette di luce e gas a carico di famiglie, piccoli esercizi, artigiani e imprese.
Personalmente potrei mettere in fila la statistica delle mie ultime bollette, un racconto horror "based on a true story".
Rispetto al 2022: consumi diminuiti e importi più che raddoppiati.
Nel frattempo, anche i numeri sull’inflazione tendono leggermente al miglioramento: l’inflazione è in fase di rallentamento, ma i prezzi, soprattutto per i beni alimentari e di prima necessità, restano altissimi.
L’inflazione è una brutta bestia, quando arriva si fa fatica a cacciarla via.
Non ci sono ricette magiche purtroppo. Gli effetti anche nel medio termine rimangono pesanti: l’aumento dei prezzi normalmente si cristallizza, non torna indietro.
Il caffè a 1.30 euro a tazzina non diventerà meno costoso.
Per tutto l’inverno gli italiani hanno tenuto, poche lamentele, tanti mugugni, d’altronde il governo si è insediato da poco, bisogna almeno "provarlo" prima di lamentarsi.
A differenza degli altri Paesi europei, questa inflazione però ha falcidiato ancora di più il potere d'acquisto del lavoro dipendente che da 20 anni si ritrova salari e stipendi sostanzialmente inchiodati.
In Francia, per la riforma pensionistica per poco non hanno mandato gambe all’aria il Paese.
Ora l’attenzione è rivolta ai rapporti con l'Europa, ai tempi di attuazione del PNRR e a tutti quei soldi che molto probabilmente l’Italia non riuscirà a spendere.
Un vero e proprio disastro all'orizzonte con conseguenze devastanti per le previsioni della nostra crescita economica.
Se il PNRR dovesse davvero trasformarsi in un clamoroso flop e i mercati dovessero rimettere nel mirino i conti pubblici italiani, altro che innalzamento di un paio d'anni dell’età pensionabile.
Ah, i bei tempi dell'opposizione.

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