Concretezza
Dal palco alla realtà
Inflazione, bollette e costo della vita. Il banco di prova di chi sta al governo
La questione energetica con la primavera in arrivo e la normalizzazione dei prezzi energetici per qualche mese ci farà tirare il fiato.
Ma questo inverno economico, fatto di bollette pazze e di un'inflazione a doppia cifra che ha martoriato le tasche delle fasce a basso reddito, avrà comunque conseguenze pesanti per la tenuta economica e sociale del Paese.
Nei mesi scorsi c’è stata una sorta di gara giornalistica per mettere in rassegna gli importi stratosferici di bollette di luce e gas a carico di famiglie, piccoli esercizi, artigiani e imprese.
Personalmente potrei mettere in fila la statistica delle mie ultime bollette, un racconto horror "based on a true story".
Rispetto al 2022: consumi diminuiti e importi più che raddoppiati.
Nel frattempo, anche i numeri sull’inflazione tendono leggermente al miglioramento: l’inflazione è in fase di rallentamento, ma i prezzi, soprattutto per i beni alimentari e di prima necessità, restano altissimi.
L’inflazione è una brutta bestia, quando arriva si fa fatica a cacciarla via.
Non ci sono ricette magiche purtroppo. Gli effetti anche nel medio termine rimangono pesanti: l’aumento dei prezzi normalmente si cristallizza, non torna indietro.
Il caffè a 1.30 euro a tazzina non diventerà meno costoso.
Per tutto l’inverno gli italiani hanno tenuto, poche lamentele, tanti mugugni, d’altronde il governo si è insediato da poco, bisogna almeno "provarlo" prima di lamentarsi.
A differenza degli altri Paesi europei, questa inflazione però ha falcidiato ancora di più il potere d'acquisto del lavoro dipendente che da 20 anni si ritrova salari e stipendi sostanzialmente inchiodati.
In Francia, per la riforma pensionistica per poco non hanno mandato gambe all’aria il Paese.
Ora l’attenzione è rivolta ai rapporti con l'Europa, ai tempi di attuazione del PNRR e a tutti quei soldi che molto probabilmente l’Italia non riuscirà a spendere.
Un vero e proprio disastro all'orizzonte con conseguenze devastanti per le previsioni della nostra crescita economica.
Se il PNRR dovesse davvero trasformarsi in un clamoroso flop e i mercati dovessero rimettere nel mirino i conti pubblici italiani, altro che innalzamento di un paio d'anni dell’età pensionabile.
Ah, i bei tempi dell'opposizione.
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