Concretezza
L’Impero di Toni
È morto ieri a Parigi il filosofo Toni Negri. «Non esistono cattivi maestri. Esistono solo cattivi allievi» scrive Settimo Gottardo, il sindaco che a Padova negli anni Ottanta aveva proposto la strategia della Riconciliazione
Professore di Teoria dello Stato all’Università di Padova, nella sua larga produzione scientifica ha scritto saggi che hanno contributo al dibattito accademico, in Europa e negli Stati Uniti, sulle nuove forme del potere politico e sulla globalizzazione. Nel 2002 “Impero. Il nuovo ordine della globalizzazione” e nel 2004 “Moltitudine. Guerra e democrazia nel nuovo ordine imperiale”, per citare le ultime opere forse più note al grande pubblico.
Dalla sua cattedra padovana a Scienze Politiche ha fatto lezione a tanti futuri importanti politici veneti. È stato, per esempio, relatore di tesi del senatore Paolo Giaretta, sindaco Dc di Padova e poi primo segretario regionale del Pd Veneto. Toni Negri è stato professore anche di un altro influente sindaco democristiano di Padova, Settimo Gottardo, il politico che negli anni Ottanta inventò la strategia della Riconciliazione per tentare di trovare qualche spazio di dialogo tra le istituzioni e le frange eversive.
Sul portale Padova24ore.it ha scritto che nel nostro Paese è ormai maturo il tempo per una riflessione profonda rispetto agli anni della violenza politica e dell’eversione.
«Non esistono cattivi maestri. Esistono solo cattivi allievi. Ho conosciuto molti cattivi allievi, anche a Padova, che hanno usato la violenza politica e fisica ed il terrore come strumento di potere e di dominio sugli altri. Questi vanno condannati. Il Toni Negri che ha scritto un grande saggio dal titolo “Impero” e disvelato l’intima violenza razionale del potere va invece studiato. Alla violenza del terrorismo non si risponde con la violenza del giustizialismo ma con la forza di una cultura più elevata e con la rimozione delle ingiustizie sociali che ne sono alla base. In quegli anni, in cui si è accettato che la violenza potesse essere strumento della politica, sono state inferte ferite profonde a Padova ed all’Italia, ed ancora quelle lacerazioni non sono del tutto rimarginate».
«Da Sindaco ho proposto il messaggio della Riconciliazione, non tanto come perdonismo buonista ma come autocritica per le tante vittime del sistema. Troppo facili i processi e la delega ad essi per la responsabilità, che invece deve essere assunta dalla intellighenzia sociale e dalla Politica. (…) I problemi quando ci sono in una società vanno affrontati, riconosciuti e risolti e non repressi».
Commenti
0 interventi
Nessun commento ancora
Sii il primo utente Premium a intervenire.
Accedi con un account Premium per commentare.