Teatro

Mai, meno di due

Una commedia divertente ha aperto con dolce simpatia la nuova stagione teatrale bassanese del Remondini

Apertura in due serate, martedì 17 e mercoledì 18 dicembre, e con un pieno oltre che di spettatori di simpatia, per la rassegna teatrale 2024/25 della Città di Bassano, organizzata in collaborazione con il circuito Arteven. L’appuntamento d’esordio ha avuto come protagonisti la compagnia Teatrodilina e la messa in scena della pièce intitolata Meno di due, interpretata dall’attrice bassanese Anna Bellato con Francesco Colella e Leonardo Maddalena.

da <em>Meno di due</em> (foto di Manuela Giusto)
da Meno di due (foto di Manuela Giusto)

La regia affidata a Francesco Lagi, impegnato in veste anche di autore, lo spettacolo ha portato sul palco del Teatro Remondini un incontro di quelli che appartengono alla quotidianità tra un uomo e una donna ordinari desiderosi di intraprendere una relazione — si sono conosciuti attraverso messaggini, chat e spazi web — e poi l’apparizione a sorpresa tra i due di un terzo incomodo. Niente che sappia minimamente di liaison dangereuse, tutto più profumato di casalingo — a corredo caminetto, pantofole e berretti di lana.
Il primo appuntamento al bar dopo una frequentazione assidua ma solo virtuale segue un accenno della bellissima colonna sonora del vecchio sceneggiato di Maigret, ed è costellato di imbarazzi e di chiacchiere che li riempiono di contenuti quali “cappuccino o macchiatone”, “pioverà o non pioverà”, “Sparta o Atene” (Lui/Colella è un professore di greco che arriva in Veneto per Lei da Catanzaro, provenienza fedele anche per l'attore).
Tra tante risatine, soprattutto alte e femminili, avanzano con circospezione temi un po’ più personali, come “porti il Patchouli?”, o frasi che parlano di figlie con cui non riesce a comunicare un uomo rimasto solo padre “non dicono altro che cringe”, e poi strani discorsi sui cani che “spussa” (Lei è veneta-veneta, qui un’impiegata ma in Commedia dell’Arte sarebbe stata una servetta, una donna piacente di mezza età armata di praticità e un po' naïf).
I due salgono in auto ed evitando l’impatto con un Tir si dirigono prima a visitare una grotta famosa del territorio e poi verso casa, dove li aspettano un vinello buono, quello riservato alle occasioni importanti, e le... pantofole, a far il paio col berrettino di lana amorevolmente fatto a ferri regalo di Lei.
Ci sarà rotto il ghiaccio (infranti gli schermi) un ballo di quelli belli, al suono di un successo-tormentone estivo di Annalisa, e sembra che a quel punto tutto inizi a prendere la strada giusta, con Lui che la rassicura sul fatto che la trova bella anche con qualche ruga e comincia a perdere l'aria professorale, ma proprio in quel momento compare un terzo personaggio: un inatteso amico-amante in possesso delle chiavi di casa. Il terzo incomodo si intristisce più che arrabbiarsi per la situazione che ha trovato. È un furgonista-corriere sposato e con tanti figli che in quella casa periodicamente trova cuccia e rifugio, affettuosamente.
Nessuna tragedia né litigio, si tratta di tre inetti (direbbe qualcuno) per lo più buoni e simpatici, del tutto autunnali, che alla fine si rispecchiano l’uno nell’altro con naturale tenerezza.
La trama raccontata in sintesi è questa, la scenografia era minimale, tutto lo spettacolo è stato tenuto in piedi dal testo ben congegnato e dalla bravura degli attori, capaci di inanellare battute e scene con mimica e tempi comici efficaci.
Una misura indovinata di leggerezza e di rappresentazione fedele del senso della social-vita.
Caldi applausi, dal pubblico del Remondini.

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