Calcio
Bassano, il déjà vu è servito
I giallorossi inciampano di nuovo. Stesso copione della gara d’esordio, stessi dolori.
Il mister giallorosso vara la formazione più solida possibile: Costa tra i pali, Moro-Marchiori-Stefanelli a blindare la retroguardia. In mezzo, un centrocampo a cinque muscolare e tecnico con Zilio, De Carli, De Leo in regia, Caccin e Mioni a spingere. Davanti, Cecchin e Menato a cercare varchi. E per 40 minuti, il piano funziona. Il Bassano pressa alto, gioca con personalità, tiene la Clodiense nella sua metà campo. Solo un contropiede mette i brividi, salvato sulla linea. Poi, il buio.
Minuto 44: tiro-cross velenoso, Costa sbaglia i tempi, la palla di De Grazia lo scavalca insaccadosi. Due minuti dopo, lo stesso De Grazia disegna una punizione da album Panini: palla all’incrocio, applausi anche dai tifosi avversari. Il Bassano è al tappeto. Ancora una volta, come contro il Legnago, due episodi bastano a cambiare la storia. E nel secondo tempo, non arriva alcuna reazione. Solo il silenzio di chi sa di aver perso più di una partita.
Il tallone d’Achille? Sempre lo stesso: davanti, il Bassano non punge. Il gioco offensivo è troppo individuale, manca il reparto, manca la cattiveria. A questi livelli, senza cattiveria, non si segna. A Chioggia poi il lato sinistro dell’attacco avversario è una terra di conquista. Traversoni, palle dal fondo, angoli: ogni azione è una minaccia.
Il Bassano esce da Chioggia con le tasche vuote ma con qualche certezza in più sul piano del gioco. Il problema è che il calcio non premia chi gioca bene per 40 minuti. Serve concretezza, serve cinismo. E serve una reazione. Subito. Perché il campionato non aspetta. E il déjà vu, se non curato, diventa abitudine
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