Sociale
Alla Camera il cuore dell’Associazione San Bassiano
Presentato a Montecitorio il docufilm "La scuola delle emozioni". L'On. Giovine (FdI): «Un modello di solidarietà che trasforma il dolore in rinascita»
L’iniziativa, promossa dal deputato vicentino di Fratelli d’Italia Silvio Giovine, ha portato all'attenzione nazionale un’eccellenza del territorio bassanese che da anni accompagna pazienti e famiglie nel complesso tunnel della malattia oncologica.
Il cuore del documentario è la sede dell’Associazione: un’ex scuola elementare dove il concetto di "lezione" è stato sostituito da quello di condivisione.
Non è solo un racconto per immagini, ma la testimonianza di come una comunità possa farsi cura.
Qui, tra laboratori artistici e spazi d'ascolto, l'arte e la relazione diventano strumenti terapeutici complementari alla medicina tradizionale.
«Un’opera intensa che apre le porte di un luogo unico», ha dichiarato l’On. Giovine. «L’Associazione San Bassiano è una realtà più unica che rara che, con dedizione e professionalità, migliora sensibilmente la qualità della vita di chi soffre».
Durante la presentazione, Giovine ha ricordato con commozione il legame storico con l'ente, citando il "Défilé della Rinascita" organizzato in Piazza dei Signori a Vicenza.
Un evento in cui pazienti, medici e infermieri sfilarono insieme per riaffermare la bellezza come forza vitale. «Quella sfilata regalò una carica emotiva indescrivibile», ha sottolineato il parlamentare.
La conferenza è stata anche l'occasione per riflettere sul peso del terzo settore in regione. Con oltre 500 mila volontari attivi e quasi 30 mila enti no profit, il Veneto si conferma un modello di cittadinanza responsabile.
«Il volontariato è il pilastro del nostro welfare locale ed è cruciale per la coesione sociale», ha ribadito Giovine, ringraziando per la partecipazione all’evento l’Europarlamentare Elena Donazzan e il Sindaco di Bassano del Grappa, Nicola Finco.
Un plauso speciale è stato rivolto ai vertici dell'associazione, Dina Fraoro, Gianni Celi ed Elena Pasquin, per l'impegno costante, e alle testimonianze di Gioia Ambrosini ed Elena Pavan, definite "profondi insegnamenti di vita". Il lavoro di sintesi narrativa del regista Cecconello è riuscito a restituire l'anima di un progetto che trasforma la vulnerabilità in una nuova forma di forza collettiva.
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