On the road
Fonzie
Il simbolo del buonumore dei pomeriggi bassanesi
Spesso insieme ai saluti sfoggia anche qualche passo di danza, improvvisato sul momento sulla base di una musica che in realtà non c'è. Talvolta lo si incontra anche in versione motorizzata, a bordo di un “Ciao” rosso fuoco, mentre attraversa il Ponte Nuovo con il casco slacciato e l'espressione beata dipinta sul viso.
Come si poteva prevedere, non ha tardato molto ad arrivare neppure nella comunità virtuale, perché, un po' come “Happy Days”, che senza Arthur Fonzarelli avrebbe perso ogni interesse, così è altrettanto impossibile pensare a una Bassano senza il Fonzie nostrano, sempre pronto ad alzare il pollice al cielo, con quel gesto che gli è valso un soprannome che lo accompagna da tutta la vita. E così, recentemente, ha fatto anche la sua comparsa su facebook, dove in suo onore sono stati creati un gruppo e un applicazione (“parla anche tu con el Fonzie de Bassan'”), che permette di pubblicare sul proprio profilo una delle sue famosissime massime.
Per tutti i bassanesi doc, è un simbolo e un'istituzione. Per questo, quando vedo le ragazzine che gli rispondono male o lo guardano con superiorità, provo un po' di tristezza e di rammarico. In un periodo in cui tutto sembra ormai investito dalla globalizzazione, è bello avere delle ancore, dei simboli che ci facciano sentire a casa. Personalmente, quando mi dice "ti amo" sorrido e rispondo "grazie". Non sarà originale, ma mi sembra il modo migliore per onorare uno dei capisaldi della cultura cittadina.
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