Giorgione 1510-2010
Storia di una Venere dormiente
Una nuova proposta di approfondimento legata a Giorgione: la visita alla mostra e a villa Ca’ Marcello
“Nel 1525 Michiel vide in casa di Gerolamo Marcello: «La tela della Venere nuda, che dorme in uno paese cun Cupidine, fo de mano de Zorzo da Castelfranco, ma lo paese et Cupidine forono finiti da Titiano». Si tratta della ‘Venere di Dresda’, plausibilmente commissionata per le nozze di Gerolamo Marcello con Morosina Pisani, celebrate il 9 ottobre 1507. Ma Giorgione scelse dall’antico una dea dormiente e pudica, tutt’altro che incoraggiante, tutt’altro che pronuba. Anche in questo caso la ragione di quella vera e propria modifica che Michiel chiama finitura è evidentemente di ordine tematico e funzionale: quando Giorgione uscì di scena, Tiziano fu chiamato dal Marcello ad aggiungere un tantino di erotismo alla castissima nuda. Tentò i più appropriati trucchi iconografici: sistemò ai piedi di Venere il Cupido con l’uccellino che si dibatte (scomparso, riapparso, di nuovo celato perché rovinatissimo), inventò il paese civettuolo, il lenzuolo bianco stropicciato e il comodo cuscino vermiglio. Insomma rifece quasi tutto il dipinto; ma non riuscì minimamente a scuotere quell’idolo silenzioso”. (Testo di Augusto Gentili, Art Dossier n. 148 ‘Giorgione’, Giunti, 1999). A Ca' Marcello si rinnovano dunque la memoria e le interpretazioni del bellissimo ritratto. La villa apre le porte anche in questa occasione particolarmente importante per l’arte, la cultura e il territorio ai visitatori e alle scuole, a tutti coloro che desiderano immergersi in un'esperienza emotiva fuori dal tempo.
Commenti
0 interventi
Nessun commento ancora
Sii il primo utente Premium a intervenire.
Accedi con un account Premium per commentare.