Sociale
Spit: l'arrampicata più dura
La storia di Giovanni Spitale: una vita piena di difficoltà, per capire l'importanza della donazione
Quali sono gli obiettivi futuri, dunque? “Avere la possibilità di acquistare un furgone tutto mio per girare vari continenti e conoscere le culture ed usanze dei popoli. Nel contempo dedicarmi alla mia passione più grande, l’arrampicata in montagna, che nei momenti liberi pratico con buoni risultati. Poi, lo studio che sto completando in preparazione della tesi in Filosofia sulla relazione tra le persone e le macchine, due stili diversi di vita nella società di oggi che ci permette di studiare e capire a fondo come sono le persone dai loro comportamenti”.
Iniziative di carattere educativo e formativo prossimamente coinvolgeranno Giovanni, che domenica 11 luglio sarà a Cortina D’Ampezzo per ricordare Marco Da Pozzo, famoso alpinista deceduto in circostanze tragiche. La giornata sarà imperniata sulle lezioni che esperte guide alpine daranno a ragazzi che vogliono iniziare ad esercitarsi in questa interessante disciplina. Il 16, 17 e 18 luglio la splendida località trentina di Arco ospiterà la fase premondiale di arrampicata prevedendo il tutto esaurito per la manifestazione a cui “Spit” non vorrà di certo mancare. Appassionato e grande conoscitore della montagna è Pietro Dal Prà, alpinista famoso per le sue imprese storiche e grande amico di Giovanni che a ottobre sarà in Madagascar assieme a Adam Ondra, giovane 17enne della Repubblica Ceca indiscusso leader mondiale delle scalate. Per concludere, un pensiero che fa molto riflettere sul senso della nostra esistenza e della donazione da parte di “Spit”: “Per essere pienamente persone é necessario riconoscere l’umanità degli altri, riconoscendoci nelle forme in cui é necessaria la donazione di midollo osseo, sangue, organi o qualsiasi altra cosa. Non bisogna fermarsi alle apparenze e se sei donatore dai ancora di più spronandoti a farlo”.
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