Il "Tich" nervoso
Polpo di stato
Finco o Cimatti? Elena Donazzan o Stefano Giunta? Mara Bizzotto o Manuela Lanzarin? Affidiamoci al polpo Paul
Da ogni parte si lanciano proposte per garantirgli un dignitoso futuro. Noi proponiamo che venga adottato a Bassano del Grappa. In una vasca tutta per lui, magari collocata nei locali della nuova piscina comunale. Per scoprire, con le sue qualità preveggenti, il futuro della politica locale e delle questioni di attulità che alla politica sono legate e che attendono ancora, da troppo tempo, una decisiva risposta.
Pensate che roba: poter vedere in anticipo le mosse della nostra classe dirigente senza alcuno sforzo, se non quello di inserire le cozze divinatorie nelle due teche tra le quali il buon Paul, bassanese di adozione, dovrebbe fare la sua scelta.
E allora vai con le domande: chi avrà ragione sulla mostra di Jacopo Bassano, Finco o Cimatti? Quale corrente prevarrà nel Pdl bassanese: il “nuovo corso” di Elena Donazzan o i dissidenti di “Generazione Italia” guidati da Stefano Giunta? E chi sarà l’uomo forte della Lega bassanese: Mara Bizzotto o Manuela Lanzarin? Chi avrà più seguito in provincia: Morena Martini o Maria Nives Stevan? Cimatti concluderà il suo mandato o, come gufano i suoi avversari, sarà spedito a casa anzitempo dalla sua stessa maggioranza?
Le questioni da sottoporre al polpo indovino non mancano, c’è solo l’imbarazzo della scelta. E si potrebbe sfruttarne la grande notorietà per invitare a Bassano giornali e tv, per chiedere all’oracolo marino persino le previsioni sulla politica nazionale: il governo otterrà la fiducia sulla manovra? L’Udc farà parte dell’esecutivo? Ci sarà lo “sconto” sui tagli alle regioni?
Caro polpo Paul, illuminaci. Dalla tua cozza prescelta, noi capiremo il futuro del nostro territorio e del nostro paese.
E’ pur vero, tuttavia, che dopo le scorpacciate a favore delle squadre di Schweinsteiger o di Xabi Alonso il celebre mollusco potrebbe averne a sazietà, preferendo una tranquilla vita nel suo tranquillo acquario tedesco ormai lontano dai riflettori.
E quand’anche venisse da noi per profetizzare sulla politica, sarebbe forse meglio non prenderlo sul serio. Non vorrei che qualcuno - che ha già sentenziato che “la libertà di stampa non è un diritto assoluto” e che “certa stampa divorzia dalla realtà” - venisse a dire che i giornalisti stanno tramando un polpo di stato.
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