Salute
Medicine più care: il dissenso dei farmacisti
Aumentato da sabato il costo dei farmaci. Federfarma Vicenza: “Una disposizione che non condividiamo”. Il presidente Fontanesi: “Colpita ancora una volta ancora la spesa farmaceutica territoriale”
Per questo tutte le 225 farmacie aderenti a Federfarma Vicenza espongono in questi giorni una locandina in cui spiegano di non condividere la disposizione di legge che ha originato questo aggravio di spesa per l’utente, penalizzando contemporaneamente il sistema delle farmacie.
“Come di consueto - si legge nel cartello rivolto all’utente - il farmacista, che non condivide questa disposizione, comunque ti assisterà nella tua scelta, cercando di farti pagare il meno possibile nei limiti consentiti dalla legge”.
La legge in questione - la n. 122 del 2010 - ha modificato il meccanismo di calcolo del prezzo di riferimento dei farmaci equivalenti, cosicché per alcuni sarà necessario pagare un importo pari alla differenza tra il prezzo al pubblico del farmaco (quello che si pagava fino al giorno prima) ed il nuovo prezzo di rimborso stabilito dall’Aifa; nel caso si tratti invece di un farmaco di marca, il paziente dovrà pagare una quota superiore rispetto a quanto pagato in precedenza.
“Ancora una volta - commenta Alberto Fontanesi, farmacista a Cartigliano e presidente di Federfarma Vicenza - si è andati a colpire la spesa farmaceutica territoriale, considerata dagli amministratori come una fonte inesauribile di risorse economiche, senza valutare che la stessa rappresenta il 13% della spesa sanitaria complessiva”.
“Ma probabilmente - osserva ancora Fontanesi - è molto più facile e immediato mettere mano al prezzo dei farmaci piuttosto che ricorrere ad interventi strutturali nel comparto ospedaliero, che genera costi ormai incontrollati”.
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