Giorgione 1510-2010

Dall’arte dei Maestri un invito alla cura del paesaggio veneto

Philippe Daverio invita a visitare la mostra di Castelfranco dedicata a Giorgione: il suo invito è rivolto soprattutto i veneti

Inaugurata come Museo lo scorso 9 maggio Casa Marta-Pellizzari, detta di Giorgione, ha ospitato il figlio più celebre di Castelfranco che vi ha lavorato lasciandovi la meraviglia e l’enigma del celeberrimo Fregio delle Arti liberali e meccaniche. Il Duomo dove si trova la meravigliosa Pala dell’artista e la Casa del ‘400 che ospita il Museo sono i luoghi principi dell’incontro con Giorgione a Castelfranco. L'allestimento di Casa Marta-Pellizzari è stato curato dai progettisti dello studio museologico e museografico, rispettivamente Danila Dal Pos e Giorgio Pia, ed è il frutto di un lavoro intenso, durato oltre quattro anni, che invita a vivere lo spazio museale in modo attivo, come un'esperienza preziosa. Parole, profumi e oggetti preziosi, ricostruzioni architettoniche e d’ambiente raccontano il Maestro, la sua epoca e il suo territorio. Philippe Daverio, il noto critico d’arte, ha elogiato la mostra allestita a Castelfranco in occasione delle celebrazioni per il 500enario dalla scomparsa dell’artista ed ha affermato a proposito di questo aspetto, affiancando a quella di Giorgione l’opera di Cima da Conegliano, che “... a loro modo questi due Maestri sono stati due rivoluzionari: due artisti che hanno portato la campagna in città in un’epoca dove fino a quel momento la cultura e l’arte erano essenzialmente urbane. Con Cima e Giorgione l’arte acquista fisicità, si vedono le carni, le prime Venere nude, i paesaggi agresti. Giorgione ha costruito intorno a sé un’atmosfera enigmatica e misteriosa che dura fino ai giorni nostri. Cima, che non ha avuto la stessa notorietà del Giorgione, è uno sguardo della natura, del paesaggio veneto, al tempo il più bello del mondo. Più fortunato Giorgione, che ha avuto modo di lavorare con Tiziano.” Ed ha aggiunto “... mi auguro che a visitare le due mostre (quella dedicata a Cima sarà visitabile a Conegliano dal 26 febbraio) siano soprattutto i veneti, che devono rendersi conto di quanto bello era il paesaggio di questa regione cinque secoli fa. Mi sembra che negli ultimi trent’anni il paesaggio di Giorgione e del Cima sia stato ampiamente devastato. Spero che i veneti dedichino i prossimi trent’anni al recupero del paesaggio”.

Museo Casa Giorgione
Museo Casa Giorgione




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