Giorgione 1510-2010
Giorgione, emozioni in mostra
Il percorso delle mostra-evento per il cinquecentenario del grande artista di Castelfranco. Esposta la maggior parte dei capolavori dipinti dal Maestro o a lui attribuiti
Per i cinquecento anni dalla morte del “suo” Giorgione, Castelfranco Veneto ha fatto le cose in grande e la mostra celebrativa in programma fino all'11 aprile 2010 racchiude il poco spazio la maggior parte dei capolavori dipinti dal Maestro o a lui attribuiti, collocati nella cultura della sua epoca e messi a confronto con altre pregevoli opere di artisti a lui contemporanei.
La rassegna è allestita nei locali della casa Marta-Pellizzari, detta “Casa Giorgione” per il “Fregio delle Arti liberali e meccaniche”: l'affresco attribuito allo stesso Giorgione che decora il salone principale dell'edificio quattrocentesco all'interno delle mura castellane.
Il percorso espositivo inizia al primo piano con una introduzione documentaria: esposte mappe che rappresentano i luoghi in cui si svolse principalmente l'attività del sommo pittore - e cioè Venezia e il territorio trevigiano e padovano -, alcune carte che documentano le commissioni pubbliche all'artista e i testi antichi, pubblicati tra il '500 e il '600, che scrivono della sua produzione pittorica.
La meraviglia inizia nella seconda sezione, collocata nella prima parte della “Sala del Fregio” e dedicata all'attività giovanile del pittore con opere quali il “Saturno in Esilio” della National Gallery, la “Prova di Mosè” degli Uffizi o la “Madonna col Bambino” dell'Ermitage.
Particolare attenzione viene inoltre rivolta al “Fregio”, affresco dal valore inestimabile che rappresenta un compendio della cultura veneta ai tempi del pittore.
La terza parte della mostra propone invece i ritratti e le mezze figure: “L'arciere” da Edimburgo, “Le tre età dell'uomo” da Palazzo Pitti, il “Doppio ritratto” da Palazzo Venezia e “L'alabardiere” da Vienna.
Si prosegue con la quarta sezione, dedicata alla nascita del paesaggio, con due tra i massimi capolavori di Giorgione: la “Tempesta” dall'Accademia di Venezia e il “Tramonto” dalla National Gallery, accostati a disegni e incisioni di Giulio Campagnola.
Nella terza sala - significativamente intitolata “Sfide” - sono proposti invece dipinti di varia provenienza, di possibile ma non ancora definitiva attribuzione al Maestro.
Nel piano superiore la mostra prosegue con i “confronti” tra Giorgione e gli altri.
La quarta sezione ospita dipinti e incisioni di illustri “colleghi” dell'artista: tra cui Tiziano, Vincenzo Catena e Sebastiano del Piombo. La quinta sezione - la più ricca di opere - espone dipinti contemporanei all'artista che riportano all'ambiente dei suoi “compagni di strada”: da Giovanni Bellini a Cima da Conegliano, da Albrecht Durer al Perugino fino ad arrivare alla cerchia di Leonardo da Vinci.
L'ultima sala - con rari volumi e bronzi padovani e veneziani - illustra la cultura di fine '400 di cui l'artista di Castelfranco, nonostante la sua esigua produzione pittorica, fu uno dei massimi interpreti.
Gran finale nell'attiguo Duomo con la visita alla celebre “Pala di Castelfranco” che raffigura la Madonna col Bambino in trono tra due Santi.
Emozione allo stato puro.
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